Cancellato il servizio di citologia: per gli accertamenti si va a Chieti

Dal primo febbraio i nuovi esami al Santissima Annunziata, i vetrini arretrati inviati in altri presidi Il consigliere di opposizione Marongiu: «Manca il personale e come al solito a rimetterci è Lanciano»
LANCIANO. «Dal 1° febbraio scorso gli esami citologici sono inviati a Chieti. Il servizio di citologia dell'ospedale Renzetti da eccellenza a livello regionale è depotenziato a favore del Santissima Annunziata: è l'ennesimo taglio fatto dalla dirigenza Asl al nostro ospedale». È il consigliere comunale Leo Marongiu (Pd) a commentare la scelta della direzione della Asl Lanciano-Vasto-Chieti di riorganizzare il servizio di citologia (che si occupa dello studio di cellule prelevate da organi o tessuti per la ricerca di tumori) che da anni sta soffrendo per la carenza di personale, non concedendo più medici a Lanciano, ma dirottando gli esami citologici e istologici prodotti nelle unità operative di Lanciano e Vasto, a Chieti.
«Alla luce dei tanti problemi segnalati dagli utenti che sono arrivati a dover attendere ben 4 mesi e mezzo per avere una risposta di un esame citologico importante», riprende Marongiu, «è ovvio che l’azienda dovesse finalmente intervenire. Il problema è perché si è dovuti arrivare a questa situazione: perché gli allarmi lanciati fin dal 2019, le richieste di personale per un’unità che è sempre stata fiore all'occhiello del presidio, sono cadute nel vuoto. Con una sola dottoressa in servizio ovviamente si sono dilatati i tempi di consegna dei referti. Ma questa situazione fuori controllo è stata causata dalla Asl che non ha investito sul personale, sulla formazione, non ha risposto alle richieste di almeno un altro dirigente medico visto che solo con due medici, 4 tecnici e 2 infermieri la citologia di Lanciano ha assicurato risposte nei tempi previsti dai Lea. La Asl ha fatto precipitare le cose ed è arrivata oggi, ancora una volta, a fare interventi che vanno a discapito dell'ospedale Renzetti. Ora si devono sborsare soldi per inviare gli esami in arretrato in altri presidi e si mandano a Chieti i nuovi esami. Si parla di decisione temporanea: speriamo sia così, ma in 4 anni non sono arrivate risposte, solo tagli per Lanciano».
In base alla delibera Asl si parla di “interventi urgenti” e di “convenzioni per assicurare la refertazione di tutti i vetrini di citologia in arretrato con l’Istituto Oncologico Veneto, l’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari e l’Ulss 7 Pedemontana”. Nella stessa delibera si ha la disponibilità “del direttore della Unità di Chieti, Antonio Marchetti, a ricoprire il ruolo ad interim di primario dell’unità complessa Anatomia e istologia patologica Lanciano-Vasto e dell’unità semplice dipartimentale di Citodiagnostica di Lanciano” e si legge che “le unità di Lanciano e Vasto si dovranno far carico di organizzare il sistema dei trasporti interni".
«È accaduto in citologia quanto già avvenuto per il laboratorio analisi, la medicina nucleare, l’urologia, l’otorino dove i servizi sono stati depotenziati, a danno dei cittadini», chiude Marongiu.
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