Cane conteso, il giudice assolve una giovane

10 Maggio 2021

Chieti. La ragazza era stata accusata da un amico di appropriazione indebita e sostituzione di persona

CHIETI. Un amico l’aveva accusata di appropriazione indebita e sostituzione di persona per la storia di un cane conteso. Ma il giudice Andrea Di Berardino ha assolto su tutta la linea Giuditta M., teatina di 29 anni, assistita dall’avvocato Italo Colaneri. A chiedere l’assoluzione è stata la stessa procura, rappresentata in aula dal pm Lucia Anna Campo.
Secondo l’accusa iniziale, la giovane si era «impossessata» di un bulldog di nome “Mister Cesare” di proprietà di Alessandro B., romano di 45 anni: la ragazza, sempre in base alla denuncia, aveva acquistato l’animale dopo aver stipulato «un patto di pagamento a rate» per un totale di 2.500 euro, ma non aveva tirato fuori neanche un centesimo e si era «resa irreperibile». Giuditta, la moglie di Alessandro e quest’ultimo si erano conosciuti su Facebook e tra loro era nata un’amicizia fondata sulla passione comune per gli animali.
Ma durante il processo, celebrato con il rito abbreviato (dunque allo stato degli atti), il difensore è riuscito a dimostrare che il cane era stato regalato dal proprietario e non venduto. La conseguenza, come rimarcato a più riprese dall’avvocato, è che la giovane non avrebbe dovuto versare alcuna rata. L’accusa di appropriazione indebita è così caduta perché «il fatto non sussiste».
La giovane era finita anche nei guai perché, sempre stando al capo di imputazione iniziale, «al fine di procurarsi un vantaggio», avrebbe autorizzato l’accoppiamento del cane con una bulldog inglese registrata con il nome “Bea”, «sostituendosi illegittimamente al proprietario» e sottoscrivendo, al suo posto, «la denuncia di monta e nascita di cucciolata all’ufficio dell’Ente nazionale cinofilia italiana (Enci)». Ma il giudice ha assolto Giuditta «per non aver commesso il fatto». La stessa ragazza, che ha deciso di sottoporsi all’esame in aula, ha dichiarato come la firma per la registrazione nell'anagrafe canina dei cuccioli sia stata apposta «da una terza persona, proprietaria di “Bea” e dei cuccioli stessi, che si è giovata, appunto, in questo modo del pedigree e ne ha potuto fare commercio». Il giudice ha inoltre trasmesso gli atti al pm per valutare l’apertura di un’indagine a carico di chi ha commesso il reato di sostituzione di persona.
Per la ragazza, che esce completamente pulita da questa vicenda giudiziaria, è la fine di un incubo, considerando che «ha dedicato la sua vita agli animali ed è proprietaria di un centro di toelettatura per animali», spiega l’avvocato Colaneri.
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