Cani morti senza un motivo «Contagiati dai cinghiali»

29 Luglio 2018

ARCHI. Decine di cani vaccinati morti senza un apparente motivo. Un fenomeno a cui inizialmente il medico veterinario e sindaco di Archi, Mario Troilo, non sapeva dare una spiegazione dal momento...

ARCHI. Decine di cani vaccinati morti senza un apparente motivo. Un fenomeno a cui inizialmente il medico veterinario e sindaco di Archi, Mario Troilo, non sapeva dare una spiegazione dal momento che le analisi di routine effettuate nell’Istituto zooprofilattico di Teramo, non avevano dato alcuna risposta. C’è voluta la tigna del sindaco, un istituto di analisi svizzero e, forse, un po’ di fortuna, per capire che i poveri animali erano stati probabilmente contagiati da leptospirosi, malattia infettiva che, nel caso dei cani, blocca in maniera irreversibile i reni e che in genere viene trasmessa da bovini, roditori e suini. Nell’istituto svizzero hanno identificato due ceppi della malattia che si è presentata sotto forma di nuovi sierotipi presenti solo nella fauna selvatica e che fino ad ora non erano mai stati identificati nel territorio abruzzese, tanto da non essere nemmeno coperti dai vaccini comuni in uso per gli animali domestici. Molto probabilmente si tratta quindi di leptospirosi che è stata trasmessa ai cani dai cinghiali selvatici che infestano le campagne e i territori boschivi della provincia di Chieti, dall’entroterra al mare. Non a caso tutti i cani colpiti sono cani da caccia o da tartufo.
«Abbiamo forti sospetti che si tratti di leptospirosi e stiamo raccogliendo la documentazione scientifica e sanitaria che consegneremo alle autorità preposte», dichiara Troilo, «il contagio avviene molto probabilmente attraverso l’urina. Basta che il cane beva in una pozza dove ha urinato un cinghiale o anche solo che vi nuoti o passi dentro per essere contagiato. È un ceppo molto resistente, su dieci animali ne riusciamo a salvare al massimo un paio». La leptospirosi può essere trasmessa anche all’uomo, ma è solo una delle tante zoonosi, ovvero malattie trasmissibili dagli animali all’uomo, di cui il cinghiale è portatore. Potenzialmente pericolose per l’essere umano sono infatti anche epatite E, trichinellosi, salmonella, brucellosi. «Sono cose che le autorità conoscono da secoli», rimarca il primo cittadino, «ma restano immobili di fronte al problema cinghiali».
La presenza dell’ungulato nel Chietino è diventata negli ultimi anni infestante. «Durante la stagione venatoria scorsa», prosegue Troilo, «in soli tre mesi e cinque giorni a settimana di caccia e in meno del 50% del territorio, sono stati catturati oltre 4mila cinghiali negli Atc Vastese e Chietino Lancianese. Nella caccia di selezione durante tutto l’anno ne sono stati presi meno di 400, ma si continua a negare l’evidenza».
Daria De Laurentiis
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