Canoni più cari del 50% Sit-in degli agricoltori

19 Febbraio 2016

Protesta di Cia, Copagri e Confagricoltura davanti alla sede della Bonifica sud «Diciamo no al tentativo di scaricare le responsabilità sulle spalle dei consorziati»

VASTO. Dalle proteste verbali ai fatti. Cia, Copagri e Confagricoltura annunciano un sit-in di protesta contro gli aumenti dei canoni consortili che si svolgerà domani, dalle 10, davanti al Consorzio di Bonifica sud. «Diciamo no agli aumenti tariffari del 57 % del canone consortile 2016», annotano le associazioni di categoria. «Sarà una protesta civile, ma decisa», affermano, «non possiamo rimanere in silenzio di fronte all’ennesimo tentativo di scaricare sulle spalle degli agricoltori le responsabilità di altri. Il mondo agricolo, che ha sempre pagato pur non ricevendo dal Consorzio servizi adeguati, non merita un simile trattamento». Cia, Copagri e Confragricoltura ricordano la campagna irrigua 2015. «Per oltre 20 giorni una parte del Vastese non ha avuto servizi in un periodo di caldo torrido, “bruciando” in questo modo numerosi ettari di coltivazioni. È arrivato il momento di passare ai fatti», affermano i sindacati degli agricoltori. Dopo aver chiesto di rivedere la politica sugli aumenti dei canoni consortili senza aver ottenuto risposte, Cia, Copagri e Confagricoltura hanno deciso di passare alla protesta. «Questo non significa che disconosciamo l’impegno e gli sforzi che la Regione sta mettendo in campo per risanare la struttura e garantire i servizi. Sappiamo che si è trovata di fronte una situazione drammatica da gestire e ribadiamo la nostra volontà di collaborazione nella difficile azione di risanamento», precisano le associazioni, «ma diciamo anche che non si può partire solo dagli agricoltori nel cercare di reperire le risorse necessarie». Tra i motivi del sit-in c’è anche il metodo con cui l’ex commissario del Consorzio di Bonifica, Giampiero Leombroni, ha preso la decisione di aumentare i canoni. «Lo ha fatto in maniera assolutamente autonoma e non concordata con le associazioni che rappresentano il mondo agricolo», ribadiscono le associazioni, «chiediamo la garanzia dei servizi da assicurare agli agricoltori nella prossima campagna irrigua, di rivedere gli aumenti del 2016 e verificare gli impegni con la Consulta delle organizzazioni professionali agricole, organo voluto per condividere gli obiettivi del processo decisionale, ma completamente ignorato in occasione della decisione dell’aumento dei canoni».

Protesta anche Coldiretti. «Siamo consapevoli della situazione di criticità in cui versa l’ente ma non possiamo assecondare questa soluzione che graverebbe solo sulle tasche delle imprese», dice Sandro Polidoro, presidente di Coldiretti Chieti, «oggi più che mai è necessario risolvere le diverse e urgenti problematiche del Consorzio. Oltre alla situazione di stallo amministrativo, dovuto a una gestione commissariale finora improduttiva, siamo ancora in attesa del piano industriale che auspichiamo arrivi a strettissimo giro. Continueremo a vigilare e auspichiamo che la magistratura faccia chiarezza». (p.c.)

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