Canosa, Dialifluids pronta a disfarsi di 120 lavoratori

CANOSA SANNITA. E' stato di agitazione a tempo indeterminato alla Dialifluids. La svolta nella vertenza, che paventa la perdita secca di 120 posti di lavoro nello stabilimento del colosso tedesco...
CANOSA SANNITA. E' stato di agitazione a tempo indeterminato alla Dialifluids. La svolta nella vertenza, che paventa la perdita secca di 120 posti di lavoro nello stabilimento del colosso tedesco Fresenius medical care, è stata data dai sindacati di categoria Filctem-Cgil, Femca- Cisl e Uiltec-Uil d'accordo con la rappresentanza unitaria dei dipendenti. La tensione nei giorni scorsi è corsa sul filo della mancata convocazione del tavolo al ministero dello Sviluppo economico, atteso prima lo scorso febbraio, poi slittato al 21 maggio prossimo e poi al centro di un rinvio a dopo il 23 giugno chiesto dall'azienda. Pomo della discordia è il progetto ventilato dalla multinazionale germanica di trasferire la produzione in Estremo oriente per abbassare i costi. Con lo stato di agitazione permanente i sindacati, in una nota firmata dai segretari provinciali Petaccia, Di Natale e Schioppa, vogliono risvegliare l'attenzione delle istituzioni che lo scorso dicembre si erano stretti intorno ai dipendenti. «Il tavolo ministeriale», lamentano i tre esponenti sindacali, «doveva richiamare tutti a precisi impegni. Manca però all'appello l'azienda e la sua capofila, la Fresenius, che continua a ritardare non rendendosi più credibile. Ci appelliamo», proseguono, «al prefetto, al ministero, ai presidenti della Regione e della Provincia di Chieti e al sindaco per capire quale sarà il futuro dello stabilimento».
La Dialifluids produce liquidi per dialisi preconfezionati in sacche e destinati a ospedali e strutture specializzate di diversi paesi europei. Una produzione che aveva toccato in tempi recenti 4,3 milioni di unità, scese nel 2012 a 2,3 milioni e previste a chiusura del 2013 in meno di 2 milioni di confezioni. Circa tre anni fa marchio e asset erano passati dalla svedese Gambro-Dasco alla Fresenius, che aveva già in progetto un vasto piano di delocalizzazioni. E' anche così che si giustifico il progressivo abbassamento della produttività nello stabilimento abruzzese. (f.b.)

