Cantante dei Camaleonti trovato morto

4 Luglio 2022

Tonino Cripezzi, 76 anni, leader del gruppo musicale, stroncato da un malore: poche ore prima si era esibito a Pescara

SAN GIOVANNI TEATINO. L’hanno trovato morto sul letto, in una camera dell’hotel Dragonara, i pugni chiusi come in ultimo, disperato tentativo di farsi forza. Tonino Cripezzi, 76 anni, cantante, tastierista e leader del gruppo musicale I Camaleonti, se n’è andato la notte scorsa, poche ore dopo il concerto al parco di Villa de Riseis a Pescara. L’artista, che soffriva di patologie cardiache e una quindicina d’anni fa aveva avuto un infarto, è stato ucciso da un malore improvviso nell’albergo in cui alloggiavano anche gli altri componenti della storica band, un simbolo del boom dei complessi degli anni Sessanta e Settanta. Originario di Milano, viveva a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova. La musica italiana è in lutto: da I Nomadi a Maurizio Vandelli, non si contano i messaggi di cordoglio.
LA TRAGICA SCOPERTA
L’allarme scatta prima delle dieci del mattino. La moglie Marina Bonotti non riesce a mettersi in contatto con Cripezzi. Quel silenzio non è da lui, e allora la donna decide di chiamare in albergo. Il personale dell’hotel telefona invano sul fisso della stanza, poi bussa più volte alla porta, ma non risponde nessuno. Pochi minuti dopo, la tragica scoperta. La macchina dei soccorsi viene messa subito in moto. Sul posto si precipitano prima gli operatori del 118, poi i carabinieri della stazione di Sambuceto e quelli del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti. Ma non c’è niente da fare: il leader dei Camaleonti è deceduto già da qualche ora. Dal sopralluogo dei militari dell’Arma non emerge nulla che possa far pensare a qualcosa di diverso da una morte per cause naturali. Non c’è nessun giallo: il corpo, su disposizione del pm di turno della Procura della Repubblica di Chieti, Giancarlo Ciani, viene trasportato all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata. Ma non sarà necessaria l’autopsia.
L’ULTIMO CONCERTO
Gli altri componenti del gruppo – Livio Macchia, Valerio Veronese, Massimo Brunetti e Massimo Di Rocco – sono sotto choc, si fanno forza a vicenda all’esterno dell’hotel. Avevano salutato Tonino verso l’una di notte, dopo l’esibizione in cui erano stati proposti i successi divenuti classici della musica italiana, da “Applausi” a “Eternità”, fino a “Come passa il tempo”, intonati col coro del pubblico al termine di una giornata caldissima e umida. Poi Cripezzi, come accadeva alla fine di ogni esibizione, si era concesso ai fan per le foto ricordo.
IL RICORDO
«Ieri sera», racconta il batterista Di Rocco verso ora di pranzo, «abbiamo fatto una bellissima serata: quasi due ore di concerto, come sempre, nonostante un terribile caldo afoso. Al termine dell’esibizione, insieme a Livio e Valerio, Tonino è tornato in albergo. Io invece, essendo abruzzese, sono andato a dormire a casa. Ci siamo dati appuntamento a stamattina, per partire alla volta di Serracapriola, in provincia di Foggia, dove oggi avremmo avuto un altro concerto. È una tragedia terribile, non ci sono parole. Io sono entrato nel gruppo del 2004, dopo la morte di Paolo De Ceglie. Era molto legato a Tonino, un simbolo della musica italiana e uomo di alta classe. Siamo stati tanti anni insieme, ci siamo divertiti. Andremo avanti, sicuramente. Ma senza di lui sarà drammatico». Aggiunge il chitarrista Veronese, il primo ad aver visto il corpo senza vita di Cripezzi: «Tonino aveva problemi di diabete, ma era costantemente sotto controllo. Stavamo invecchiando insieme. È venuto a mancare un pezzo di noi». Racconta Carlo Pepe, presidente della cooperativa che gestisce il ristorante che ha organizzato il concerto al parco di Villa de Riseis: «È stata una serata memorabile: un regalo che abbiamo voluto fare alla città di Pescara, considerando che il concerto era gratuito. I musicisti, insieme ai tecnici, hanno mangiato da noi verso le 20.30, prima del concerto».
NELL’HOTEL ANCHE I DIK DIK
Il caso ha voluto che Cripezzi sia morto nello stesso albergo in cui alloggiavano i Dik Dik, impegnati anche loro in un concerto estivo. «Nessuna rivalità fra le due band storiche», ha commentato, addolorato, Pietruccio Montalbetti, leader del gruppo “avversario”. «Tonino era una persona gentile e un grande artista».
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