Canti della Novena nelle contrade

Torrevecchia Teatina apre le porte alla tradizione contadina offrendo dolci e vino
TORREVECCHIA TEATINA. Per le contrade di Torrevecchia Teatina, in abito tradizionale, per intonare canti di un tempo. L’iniziativa si è svolta mercoledì scorso nelle tre contrade di San Pasquale, di Castelferrato e del centro grazie all’associazione “Compagnia tradizioni teatine” presieduta da Francesco Stoppa, docente dell’università d’Annunzio ed esperto di storia locale. Dalle 18 alle 22, la ventina di cantori, accompagnata dai musicisti (c’erano tre ddu’bbott, una chitarra e due tamburelli) ha dato vita a un’antica tradizione abruzzese, il canto delle Novene. Si tratta di una vecchia consuetudine, forse non molto conosciut, a legata alla civiltà contadine. Una volta i canti devozionali erano anche di questua. Adesso non si chiedono più soldi, ma dovunque arrivano cantori e musicisti trovano sempre a disposizioni del buon cibo generosamente offerto delle famiglie che aprono le porte delle loro case e si presentano con vassoi di dolci e salati, tutto fatto in casa, e con del buon vino. «Trattandosi di una tradizione e non di un rappresentazion», spiega Stoppa, «l’avremmo fatta comunque, a prescindere dalle condizioni meteorologiche. Diciamo che la tradizione non si preoccupa di possibili scomodità». Il 16 gennaio, alla vigilia della festa di Sant’Antonio, il professor Stoppa con la sua associazione di cantori e musicisti tornerà di nuovo tra le contrade di Torrevecchia Teatina per portare avanti un’altra antica tradizione, quella dei canti di Sant’Antonio. Anche in questo caso di tratta di canti da eseguire in maniera itinerante e pure questo genere di rito viene portato avanti a prescindere da freddo, gelo e neve. (a.i.)

