Canti e folla per l’addio a Giacomo

19 Luglio 2015

I funerali dello studente morto a 17 anni concelebrati allo Scalo da sei sacerdoti

CHIETI. Una messa concelebrata da sei sacerdoti, arricchita dai canti e da un clima di una confortante serenità che ha l’effetto di un balsamo per papà Antonio, conosciuto odontotecnico, mamma Moira e la sorella Gloria, ora che il loro Giacomo non c’è più. Solo la fede che lega la comunità neocatecumenale riesce a far vivere quasi in allegria anche la morte di un ragazzo di 17 anni, stroncato da un tumore non più operabile che lo aveva colpito un anno e mezzo fa.

Ma Giacomo Di Giandomenico, studente del “Di Marzio”, era un ragazzo speciale. Fino all’ultimo respiro è riuscito a comunicare gioia a chi gli è stato accanto. «Ho avuto la fortuna di conoscerlo. Un anno fa aveva espresso la volontà di diventare sacerdote ed aveva cominciato a seguire un centro vocazionale. Giacomo sapeva di essere malato. Ma era lui a darci la speranza», sono le belle parole che si sente di dire Lucio Di Felice ex responsabile della comunità neocatecumenale che ieri, alle 17, ha gremito, fino a rimanere fuori dalla chiesa, la parrocchia del Santissimo Crocifisso a Chieti Scalo per l’addio al giovane Giacomo. Una chiesa stracolma di centinaia di persone che ha cantato in allegria, con una fede che è andata oltre il distacco terreno e la morte. Proprio come Giacomo avrebbe voluto che fosse.(l.c.)