«Cantiere sempre vuoto E i negozi restano deserti»

18 Ottobre 2018

Via Valignani sbarrata per i lavori alle tubature del gas, la rabbia dei commercianti «I clienti non possono raggiungere le nostre attività, bisogna riaprire metà strada»

CHIETI. Ruspe ferme in cantiere, ma la strada resta chiusa al transito anche se non si lavora. Commercianti in rivolta in via Valignani con la strada chiusa per l’intervento di sostituzione delle vecchie tubature del gas da parte della ditta 2i Rete Gas. Il cantiere sulla strada che da piazza Garibaldi va verso il cimitero di Sant’Anna ha aperto i battenti lunedì scorso e ha bloccato un intero tratto di strada davanti alla chiesa del Sacro Cuore. Il transito è ammesso ai soli residenti, ma anche loro a un certo punto devono fermarsi perché il cantiere occupa l’intera carreggiata stradale, nonostante si stia lavorando soltanto da un lato. Non solo, commercianti e residenti hanno notato che gli operai si mettono all’opera solo nel pomeriggio, continuando fino a notte fonda, intorno alle ore 23. Alla mattina, invece, è tutto fermo.
«Allora perché non aprire il cantiere almeno alla mattina e solo nella parte dove non si sta lavorando?», chiede l’edicolante Marco Iezzi, «aprendo in senso contrario via D’Aragona, verrebbe così ripristinata la circolazione. La chiusura sta, invece, provocando numerosi problemi a questa zona, che già soffre delle tante chiusure che si sono succedute nel tempo». L’area effettivamente ha subito duri colpi: dalla delocalizzazione dell’ospedale Santissima Annunziata, alle chiusure della ex caserma Berardi, della scuola Vicentini, del liceo artistico Nicola da Guardiagrele, all’abbandono, infine, delle sedi della Croce Rossa e dell’Aci.
«Non si può non camminare per questa strada e non notare i tanti negozi chiusi», dice il fotografo Alberto Di Muzio, «almeno ci tutelassero in questa occasione. E invece nulla: io nel pomeriggio chiudo il negozio, tanto non viene nessuno. Ieri ho fatto solo due fototessere». «Non possono lasciarci allo sbando», aggiunge Brian Forestieri, che lavora nella pizzeria Da Biagio, «noi abbiamo perso quel viavai di macchine che faceva sì che qualcuno si fermasse al volo e scendesse a prendersi una pizzetta. Non siamo contrari a questi lavori, che sicuramente sono necessari, siamo contrari a come è stata organizzata la viabilità».
«Hanno chiuso una strada centrale e importante come questa, senza riunire i commercianti e ascoltare le loro esigente», dice il fioraio Giuseppe Attanasio, «se lo avessero fatto, avremmo potuto dire che quanto meno il periodo scelto è sbagliato: perché questa è la strada che porta al cimitero e siamo vicini ai giorni dei defunti. Anche se per quel periodo hanno intenzione di riaprirla, certamente questo non era il momento giusto». La pensa in questo modo anche Debora Ricci: «Io vado al camposanto quasi tutti i giorni e penso che il periodo scelto per i lavori sia proprio sbagliato. Se li avessero programmati d’estate, avrebbero creato molti disagi in meno».
«Ancora una volta siamo stati abbandonati al nostro destino», dice Paolo Di Pasquale che da 30 anni gestisce la macelleria di via Valignani, «lo si capisce anche dal comportamento dei vigili urbani, che potrebbero avere un po’ di tolleranza in più per i nostri clienti».
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