Caos lampade e impianti rotti, polemiche sulle luci del cimitero

22 Ottobre 2021

Il Comune: «Mancano le fatturazioni del canone 2018, disposto il distacco per alcune illuminazioni» Ma l’ente è in ritardo con l’invio dei bollettini. E di notte l’area resta al buio per i guasti sulle linee 

ORTONA. L’avviso si trova all’ingresso del cimitero capoluogo di Ortona ed è a firma del dirigente comunale Milena Coccia. Si tratta di una comunicazione che sta scatenando le polemiche dei cittadini e che riguarda le lampade votive. «A seguito del mancato recapito delle fatturazioni relative al canone 2018», recita, «per alcune lampade votive è stato predisposto il distacco. Per la eventuale riattivazione dell’utenza chiedere informazioni al personale Eureka presso il cimitero o contattare il servizio cimiteriale».
Alla base di questo disagio, però, ci sarebbe un ritardo legato all’invio dei bollettini. «Non li hanno mandati, sono stata ben due volte in Comune», conferma una cittadina, «ho mia nonna senza luce. Ad Ortona non si ha rispetto nemmeno per i morti». Da Palazzo di città confermano che c’è stato un ritardo, tuttavia viene garantito che non c’è stato alcun distacco.
A tutto questo, però, si aggiunge anche un altro problema, dovuto agli impianti dell’illuminazione danneggiati nel cimitero a causa degli incendi dello scorso mese di agosto che hanno lambito lo stesso camposanto. Sono saltate alcune scatole di derivazione. Così parte del cimitero di notte resta al buio. Ma l’assessore ai lavori pubblici Cristiana Canosa garantisce l’impegno a risolvere il problema il prima possibile. «Abbiamo appaltato altri 150mila euro perché stiamo sistemando delle situazioni che si trascinano da decenni. Il cimitero è stato totalmente abbandonato per anni, le richieste sono enormi e stiamo cercando di soddisfarle».
In vista delle festività del 1° e 2 novembre «stiamo già lavorando per la manutenzione ordinaria, non solo in quello capoluogo ma anche negli altri», continua Canosa. «C’è di più, perché stiamo facendo una ricognizione delle tombe datate, visto che contiamo di partire con le procedure per liberare tantissimi posti scaduti da tempo. Da un primo controllo si sono contate almeno 500 tombe scadute». Il Comune sta perfezionando la procedura che prevede di scrivere ai familiari del defunto, la pubblicazione sull’albo pretorio e l’attesa di sessanta giorni. Se nessuno provvederà al rinnovo della concessione, l’ente potrà provvedere all’esumazione. «Abbiamo molte tombe», conclude l’assessore, «che risalgono addirittura al 1800».
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