Capannoni a fuoco: distrutte tre aziende

In ginocchio rivenditori di bevande e articoli per la casa. Indagini sul dolo: le fiamme dal materiale accatastato in un piazzale
SAN SALVO. Una nuvola di fumo e subito dopo un boato e una fiammata. È cominciato così, poco prima delle 23 del 1° gennaio scorso, l’inferno di fuoco che ha distrutto due capannoni in viale Belgio e un autocarro, nella zona industriale di Piana Sant’Angelo, a San Salvo. Stando a una prima stima, il danno ammonta a circa un milione di euro. Le attività colpite sono la Emporium srl, che divide il capannone con la Lombardi bevande, e la Distribuzione bevande Zinni. A dare l’allarme è stato un automobilista che tornava a casa. In una manciata di minuti il fuoco ha divorato capannoni, scaffali, depositi e uffici. Sul posto sono intervenute 5 squadre dei vigili del fuoco da Vasto, Chieti, Ortona e Termoli con tre autopompe e due autobotti. L’incendio si è propagato su una superficie di circa 1.800 metri quadrati. Del capannone adibito a deposito bevande e merce varia resta ben poco. Le complesse operazioni di spegnimento hanno impegnato i vigili del fuoco per tutta la notte. Ieri mattina le squadre di soccorritori arrivate da Vasto, Ortona e dal Distaccamento volontari di Gissi hanno continuato a operare all’esterno dei capannoni per tenere sotto controllo i focolai ancora presenti. Impossibile entrare a causa delle condizioni generali di precarietà del fabbricato della Lombardi che ha subito notevoli danni con crollo parziale della copertura. Alle 13 via Belgio è stata chiusa per qualche ora per evitare che le esalazioni di fuoco provenienti dalla combustione di alcune lastre di eternit provocassero problemi di salute ai tanti curiosi accorsi a vedere il disastro. La Procura ha aperto un’ichiesta. Indagano i carabinieri.
LE INDAGINI. La miccia sembra essere partita dal piazzale di Emporium, sul retro dei capannoni. Il fuoco ha divorato il materiale accatastato e poi ha raggiunto il capannone di Lombardi e a seguire quello di Zinni. Se così fosse sarebbe da scartare l’ipotesi del corto circuito. Le vittime non hanno idea di chi possa aver deciso un gesto così grave. Potrebbe essersi trattato di un dispetto, ma non è escluso nemmeno il gesto scellerato di qualche teppista che potrebbe aver lanciato nel piazzale un petardo. Molto utili potrebbero rivelarsi le immagini di qualche telecamera della zona, anche se buio e fumo probabilmente avranno offuscato le immagini. Gli investigatori non possono contare neppure su eventuali tracce: il fuoco infatti distrugge tutto, anche le prove. 14 ANNI DI FUOCO. Fuoco e attentati: i roghi fanno sempre più paura nel Vastese. Il fuoco è diventato lo strumento più diffuso per vendicarsi, punire, mandare messaggi. L’angoscia del Vastese è giustificata e raccontata dai 180 incendi subiti in 14 anni. Dal 2005 sono andate in cenere centinaia di vetture, distrutti capannoni e persino l’intero deposito della Protezione civile Valtrigno a San Salvo. Lunga la lista dei ripetuti attacchi ambientali e alle attività. I raid non hanno risparmiato nessuno. Gli obiettivi sono mirati. Il motivo scatenante è ogni volta diverso. L’esecutore spesso ha già fatto i conti con la giustizia. Spesso agisce per futili motivi o per infliggere una punizione. La lunga scia di attentati subiti dal territorio in passato è sfociata in maxi operazioni e retate.
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