Capasso: Notte dei ricercatori il Museo dell’ateneo ci sarà

CHIETI. «Portare la Notte dei ricercatori al centro di Chieti è un successo dell’azione del rettore Sergio Caputi tesa a creare sinergia con la città». Così dice Luigi Capasso, presidente della...
CHIETI. «Portare la Notte dei ricercatori al centro di Chieti è un successo dell’azione del rettore Sergio Caputi tesa a creare sinergia con la città». Così dice Luigi Capasso, presidente della Fondazione d’Annunzio e direttore del Museo universitario che sarà tra i protagonisti della manifestazione in programma venerdì dalle 15. «Sarà un’occasione per mettere in mostra il nostro centro storico, i nostri monumenti, tutto il patrimonio storico e culturale di una città che vanta tremila anni di storia. Una occasione importante che l’università ha voluto nel quadro dell’impegno assunto di essere ben presente in un territorio che tutti gli attori devono valorizzare e sfruttare nel migliore dei modi».
Un’ottima occasione anche per approfondire la conoscenza del Museo universitario, che è un presidio della d’Annunzio nella parte alta della città, presenza che porta prestigio. Il Museo rappresenta nel quadro nazionale e internazionale un importante centro di ricerca. Nei suoi laboratori sono stati eseguiti importantissimi studi sulle mummie, che tra l’altro hanno interessato anche il famoso ritrovamento ai confini tra Italia e Austria dell’Uomo di Similaun, chiamato Oetzi, oltre a ricerche del tutto particolari che hanno riguardato casi di cronaca nazionale, con il museo teatino che ha saputo dare contributi importanti, se non definitivi, alla ricerca della verità. Fu Capasso, infatti, a svolgere la perizia sul cadavere del banchiere Roberto Calvi, per far luce sulla sua morte. Anche per la strage terroristica di Brescia, durante un comizio, dai laboratori del Museo, attraverso un accertamento antropologico su una foto, arrivò l’individuazione dei colpevoli dell’attentato. Tanti gli interventi fatti all’interno della struttura museale che hanno anche riguardato la figura di Leonardo Da Vinci per individuare, attraverso sofisticati studi in laboratorio, la sua firma su alcune opere. «Normale attività», si schernisce Capasso, «per un museo che si fregia del titolo e del prestigio di una università come la d’Annunzio. Mi sembra importante invece che questo, dopo un periodo diciamo di incertezza che ha conosciuto la vita dell’ateneo, sia tornato pienamente a disposizione del territorio e della città, come ha fortemente voluto il rettore. Il museo con tutta la sua struttura operativa resta un presidio della d’Annunzio aperto alla città di Chieti. La Notte europea dei ricercatori sarà un’altra occasione per ribadire il nostro ruolo».
Gino Di Tizio

