«Capasso restituisca i compensi»

21 Gennaio 2016

Università, il dg Del Vecchio rifila una doccia fredda al docente cacciato dal Cda

CHIETI. Fuori dal Cda dell’università d’Annunzio e costretto a ridare indietro il compenso percepito dal 2013 ad oggi, vale a dire 7.642 euro. Nuova doccia fredda per il direttore del Museo universitario Luigi Capasso che prima si è visto improvvisamente estromesso dal cda con decreto del rettore Carmine Di Ilio e ora si vede richiedere indietro l’indennità percepita con una lettera del direttore generale, Filippo Del Vecchio. Il dg gli dà 15 giorni per pagare la somma richiesta e, se Capasso non lo farà, provvederà a recuperare i soldi trattenendoli dallo stipendio del docente, che verrà decurtato di un quinto sino a che non si arriverà al recupero dell’intera somma. Del Vecchio motiva tale scelta partendo dal decreto del 4 dicembre scorso con il quale Di Ilio ha dichiarato Capasso decaduto dal cda.

La motivazione della decadenza sta nel fatto che il rettore si è accorto che quando nel 2012 aveva nominato Capasso nel cda non aveva tenuto conto che la carica di direttore del Museo universitario poteva essere incompatibile. Tale incompatibilità, dunque, aveva causato la decadenza, proprio quando Capasso si era fatto portatore di diversi motivi di contestazione in cda. Messa in archivio la questione, arriva la lettera del direttore generale che cita un decreto legislativo (il 39 del 2013) secondo cui la nomina di Capasso è nulla a partire dal 4 maggio 2013, data di entrata in vigore di quel decreto. «La nullità stabilita dalla legge», spiega Del Vecchio nella lettera, «rende illegittima l’erogazione dell’indennità percepita». Su questa base il dg ha deciso di richiedere indietro i soldi al professore.

È un po’ lo stesso schema applicato nel caso della richiesta dei soldi dell’Ima ai dipendenti o dei compensi che sarebbero stati erogati in eccesso ai collaboratori ed esperti linguistici (Cel): ovvero, se dei soldi sono usciti dall’università in maniera illegittima in passato, una volta scoperto il problema, bisogna che rientrino nelle casse dell’ateneo. Nel caso di Ima e Cel la questione è finita in mano agli avvocati, in questo caso immaginiamo che accadrà lo stesso.(a.i.)