Capitale del libro 2023, San Salvo in corsa

È l’unica candidata abruzzese. De Nicolis: «Grande opportunità dopo tanti investimenti nella cultura»
SAN SALVO. C’è anche San Salvo tra le quattordici città italiane candidate al conferimento del titolo di “Capitale italiana del libro 2023”, un riconoscimento che premia l’offerta culturale e la promozione della lettura. Le altre località che si contendono il titolo, che prevede l’assegnazione di risorse fino a mezzo milione di euro per progetti, iniziative e attività finalizzate alla promozione della cultura, sono Ariano Irpino, Caltanissetta, Catania, Firenze, Genova, Grottaferrata, Lugo, Nardò, Nola, Pontremoli, San Quirico d’Orcia, Terni e Trapani.
In questi giorni il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha nominato la giuria che, dopo l’insediamento, darà avvio alle procedure di selezione. La giuria è formata da: Francesco Perfetti (presidente), Gerardo Casale, Pietro De Leo, Giuseppe Luigi Parlato e Michela Zin.
«È una grande opportunità per la città di San Salvo che ha investito tanto nella cultura e nella lettura come veicolo di emancipazione sociale della propria comunità», commenta la sindaca Emanuela De Nicolis. La candidatura è stata presentata nel settembre del 2022, dopo un lungo lavoro di progettazione che prevede numerose iniziative per la promozione della lettura nella città di San Salvo, unica abruzzese in gara a contendersi il titolo.
«Per noi è il proseguimento di un percorso iniziato dieci anni fa con molte iniziative», spiega la consigliera comunale Maria Travaglini, «tra queste ricordo il premio letterario “Città di San Salvo - Raffaele Artese” che ci vede impegnati nella promozione degli autori esordienti e con la sezione dedicata alla letteratura per ragazzi con la partecipazione delle maggiori case editrici italiane».
Il titolo di “Capitale italiana del libro” è stato istituito con legge 13 febbraio 2020 n. 15 per il perseguimento di una serie di obiettivi, tra i quali ci sono il miglioramento dell’offerta culturale, la crescita dell’inclusione sociale e il contrasto alla povertà educativa, il rafforzamento della coesione e dell’inclusione sociali, nonché dello sviluppo della partecipazione pubblica; l’utilizzo di nuove tecnologie, anche al fine di creare un maggior coinvolgimento dei giovani e di altre categoria a rischio di esclusione sociale. (a.b.)
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