Capitale della cultura, altro rinvio Salta la candidatura anche nel 2027

17 Luglio 2024

Lanciano non figura nell’elenco delle 20 città che sperano nell’ambìto riconoscimento ministeriale Miscia (Pd): «Spesi 15mila euro per niente». L’assessore Ranieri: «Avanti con un piano strategico»

LANCIANO. «Non c’è Lanciano tra le 20 città candidate alla manifestazione di interesse per il titolo di Capitale della cultura 2027: eppure la giunta Paolini dopo aver rinunciato alla candidatura 2025 aveva dichiarato di volersi attivare per il 2026; ora salta anche il 2027. Forse troppo impegnati a candidare Lanciano nel comitato ristretto dei sindaci». Non va per il sottile la consigliera comunale Marusca Miscia (Pd), nel commentare la mancata presenza di Lanciano nel bando ministeriale volto a sostenere e valorizzare la capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, per la loro crescita economica, sociale e culturale dando anche un contributo di un milione di euro. Il ministero della Cultura ha infatti reso noto le 20 città che parteciperanno alla selezione per il 2027 e non c'è Lanciano (per l’Abruzzo c’è Loreto Aprutino).
«L’ho notato perché già alla candidatura per il 2025, anno del Giubileo, la giunta Paolini aveva rinunciato dichiarando di volersi attivare per il 2026», riprende Miscia, «ma non si è fatto nulla, anche se l’incarico alla fondazione per 14.850 euro, sul quale indagheremo, è stato dato per sviluppare un progetto per partecipare al bando». Progetto che c’era ricorda Miscia che nel 2017 guidava l’assessorato alla cultura quando Lanciano presentò la candidatura per il 2020 con il progetto “La cultura dell’anima. Lanciano città del miracolo, della musica e delle fiere”, ma non riuscì a spuntarla. Non solo, fu fatto anche uno studio con Carlo D’Angelo e Paolo Sacchetti con la Pro Loco Unpli Chieti prima della pandemia per lo sviluppo culturale e turistico della città, basato anche sulla creazione di eventi, uso del patrimonio comunale in modo creativo e diverso, nuovi itinerari.
«Non abbiamo presentato la candidatura perché essendo stata scelta L'Aquila come Capitale della cultura 2026 era difficile, tra le tante città italiane, che potessero ridare il titolo di nuovo ad una città abruzzese», risponde l’assessore alla cultura Danilo Ranieri, «poi non abbiamo mai detto che certamente avremo partecipato al bando 2026. Il piano affidato alla Fondazione Europea Enotria Onlus, “Lanciano città della cultura e oltre” sta andato avanti con una serie di incontri e comitati a cui partecipo. Mira a creare un piano strategico della cultura per far crescere la città che non guarda all’immediato ma in prospettiva. È un lavoro basato su due aspetti: lo sviluppo dei programmi culturali, le linee guida, cosa fare basandosi sull’identità culturale della città e il secondo, su cui si sta lavorando, sulle strutture comunali. Inoltre la fondazione, che ha analizzato anche i cartelloni 2023 e 24 della cultura plaudendo all’idea di unire cultura e sport, interagisce con la città partecipando ad eventi, facendo attività. Entro fine anno il piano dovrebbe esserci riconsegnato».