Capodanno senza festa, sale la protesta

L’assessore: «Mai chiesto aiuti per la serata ma solo per le luci». I commercianti: «Non accusateci di poca collaborazione»
CHIETI. Fine anno all’insegna delle polemiche per il mancato Capodanno in piazza e le accuse ai commercianti del centro di scarsa collaborazione da parte dell’assessore al commercio Carla Di Biase. L’assessore reagisce al tam tam su Facebook e spiega di non aver «mai accusato i commercianti di non aver partecipato alla realizzazione del Capodanno in piazza. L’evento, infatti, per motivi logistici e per volontà degli organizzatori si terrà a Palazzo Lepri. In città ci sono state decine di manifestazioni ed eventi organizzati dall’amministrazione o in collaborazione con essa e da associazioni e privati». Ma ribadisce anche il concetto di fondo: «È altrettanto vero», dice infatti, «che alcuni commercianti hanno collaborato di più mentre altri hanno ritenuto di fare scelte diverse. Resta il fatto che continuare a parlare male e polemizzare su ogni cosa, persino sulle luci d’artista, non aiuta la città e neppure i commercianti». Dal canto loro, i commercianti del centro non ci stanno a sentirsi accusare di poca collaborazione: «Il Comune non ci ha mai chiesto aiuto per il Capodanno. Ci ha solo proposto di illuminare le vie adiacenti a corso Marrucino», dice Concetta De Sanctis del consorzio Chieti C’entro, «ogni via si è organizzata e ha scelto di illuminarsi o no». La mancata collaborazione a cui si riferiva l’assessore Di Biase riguardava proprio il discorso delle luminarie e non l’organizzazione del Capodanno in piazza, progetto abortito quando l’organizzatore ha deciso di spostare tutto al coperto, a palazzo Lepri dove si è registrato subito il tutto esaurito. Ma i commercianti del centro non l’hanno comunque presa bene. Walter Di Leo, titolare di due negozi di abbigliamento in via Pollione, chiede alla categoria di riunirsi e lanciare la protesta: «Per due anni consecutivi abbiamo partecipato alle spese per le Luminarie e siamo stati criticati per questo», dice il negoziante, «per anni e anni abbiamo contribuito a tutti gli eventi che sono stati organizzati, con enormi sacrifici, impegno e slancio. Potrei elencarli, ma sarebbe troppo lungo l’elenco. E non siamo stati i soli. Quest'anno non abbiamo partecipato alle luminarie, perché le famose Luci d’artista erano previste solo per il corso e quando ci è stato comunicato era tardissimo. Quindi, abbiamo addobbato le nostre vetrine ancora meglio e con molta spesa».
L’argomento ha suscitato anche prese di posizione politica. Dal consigliere Alessandro Marzoli (Pd) al collega Stefano Rispoli (Chieti. Da capo), ai consiglieri del Movimento 5 Stelle, tutti contrari alle politiche commerciali e turistiche messe in campo dall’amministrazione comunale per la città.

