Caporalato in fabbrica, tutti assolti

28 Giugno 2019

Roccascalegna, cade l’accusa di sfruttamento degli operai: nessuna schiavitù in ditta

ROCCASCALEGNA. Tutti assolti i 5 imputati a processo per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (il cosiddetto caporalato) nella fabbrica Saldoteck di Roccascalegna. Il tribunale collegiale, presieduto dal giudice Andrea Belli, ha emesso sentenza di assoluzione, perché il fatto non sussiste, per Roberto Sandionigi, 60 anni, residente a Pescara e proprietario della fabbrica, Georghe Barbulescu, 61 anni, residente a Silvi che reclutava gli operai, Luciano D’Agostino, 54 anni di Pescara, Eduardo Liberatore, 54 anni di Castel di Sangro, e Daniele Di Giuseppe, 48 anni di Casoli. Secondo le accuse iniziali (i fatti risalgono al 2015) gli imputati, assistiti dagli avvocati Michele Di Toro, Marta Di Nenno, Daniela De Sanctis e Giuseppe Pantaleone, avrebbero fatto lavorare gli operai romeni, reclutati in fabbrica, in condizioni di semi schiavitù, pagandoli 10 o 20 euro alla settimana per nove ore di lavoro al giorno, compresi il sabato e la domenica. Avrebbero procurato loro alloggi di fortuna, in fabbrica o in una casa affittata in un altro comune del comprensorio, dove venivano stipati in 5 o 6 e per la quale dovevano pagare 500 euro che venivano trattenuti sulla paga. Gli operai, inoltre, avrebbero dovuto tacere per evitare di essere picchiati o minacciati con la pistola. Ma tutte le accuse, a cominciare dalla principale, in concorso per caporalato, sono cadute. Anche per i reati satellite, minaccia, lesioni e violenza privata, di cui alcuni imputati (Di Giuseppe, Sandionigi e Barbulescu) dovevano rispondere, è stata dichiarata l’assoluzione, o perché il fatto non sussiste o perché non è previsto dalla legge come reato. Il collegio ha inoltre disposto la restituzione dei beni e dei documenti posti sotto sequestro e la revoca con effetto immediato del sequestro preventivo dell’edificio che era la sede della Saldoteck, la fabbrica che produceva scocche per caldaie nella zona artigianale di Roccascalegna. A chiedere l’assoluzione degli imputati per insufficienza di prove, del resto, era stato il pm Francesco Carusi nella requisitoria tenuta all’inizio dell’anno. I legali degli imputati avevano invece chiesto l’assoluzione piena per i loro assistiti. Che adesso, 5 mesi dopo, è arrivata. (s.so.)