Caporale: la discarica resti aperta

Rifiuti, il Comune darà battaglia contro il fermo dell’impianto di trattamento
LANCIANO. Il Comune è pronto a chiedere spiegazioni in Regione e a tirar fuori tutti i documenti che autorizzano l’impianto mobile di Cerratina a lavorare i rifiuti indifferenziati. È pronto a dare battaglia in ogni sede se, come si dice, l’Arta revocherà i pareri positivi a lavorare già dati sugli impianti mobili, tra cui quello di Cerratina. Come spiegato da Massimo Ranieri, presidente della Ecolan spa, società che riunisce 53 sindaci-soci del comprensorio frentano e proprietaria della discarica, una scelta del genere da parte dell’Arta costringerebbe i Comuni a dover conferire i rifiuti indifferenziati fuori, con un aggravio di costi per enti e cittadini.
«Il nostro impianto mobile è a norma e lavora l’indifferenziato in maniera conforme alle norme e alle sentenze di pretrattamento dei rifiuti urbani», dice l’assessore all’ambente, Davide Caporale, «infatti genera due tipi di scarti: uno che va in discarica e l’altro più sottile che va nell’impianto di stabilizzazione. Ci opporremo con una documentazione tecnica alla chiusura dell’impianto paventata dall’Arta, sia perché questo rispetta le leggi sia perché, nel caso in cui Arta o Regione dovessero definitivamente revocare pareri e autorizzazioni, il Comune si troverebbe ad affrontare una spesa non prevista che ne aggraverebbe la situazione economica. Un aggravio di costi (si parla di circa 25 euro a tonnellata in più, ndc) che ricadrebbe sulle tasche dei cittadini».
«Ho chiesto spiegazioni in Regione», annuncia il consigliere Pd, Leo Marongiu, «ma al momento dicono che devono ancora verificare i documenti dell’Arta. Mi hanno assicurato che incontreranno anche il presidente Ranieri per fare chiarezza. Di certo per noi non ci può essere una revoca, per giunta retroattiva, dell’utilizzo dell’impianto mobile che lavora rispettando le norme, e deve continuare a farlo». (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

