Caputi: corso di laurea nella caserma della Villa

Ex Bucciante. Annuncio del rettore al Comitato per il rilancio di Chieti Le prime emergenze: migliorare i trasporti e rendere fruibili i siti formativi
CHIETI. Ora che l’ufficialità arriva dal rettore Sergio Caputi, tutti tirano un sospiro di sollievo: l’università d’Annunzio attiverà un corso di laurea nell’ex caserma Bucciante, nell’ambito del piano della creazione della Cittadella della cultura. Il corso dovrà ancora essere scelto - anche se da tempo si parla di Beni culturali - ma la promessa del vertice dell’ateneo fa esultare quanti da mesi si stanno battendo per il recupero di alcuni spazi urbani in pieno centro cittadino come le ex caserme Barardi e, appunto, l’ex Bucciante. Ma nelle intenzioni dell’ateneo deve trattarsi di un corso di laurea che abbia un’ampia visibilità, che crei movimento in città e che sia attinente con la vocazione primaria della Cittadella della cultura. Tutto questo passa anche per la riconsiderazione di quelli che sono i collegamenti pubblici tra la sede dell’ateneo, in via dei Vestini, e il centro storico, con tanto di modifica di percorsi e orari rispondenti alle esigenze degli studenti; e si incarna anche nella rivalutazione dei siti culturali della città. Su queste idee ha espresso unità d’intenti il Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti che ieri ha incontrato il rettore.
«È stato un proficuo incontro con toni di totale franchezza e che ha aperto la strada a una fattiva collaborazione dalla quale non potranno che generarsi cose positive per il futuro della città», commenta il coordinatore del Comitato, Giampiero Perrotti, al termine dell’incontro col neo rettore. Una delegazione del Comitato, infatti, è stata ricevuta dalle 10 alle 12 nella sede del rettorato e ha avuto modo di confrontarsi apertamente con il vertice della d’Annunzio non solo sulla Cittadella della cultura ma su una lunga serie di problematiche riguardanti la città e l’area metropolitana.
Per quanto riguarda l’ex caserma Bucciante, il rettore Caputi ha confermato l’impegno dell’ateneo a collocarvi un corso di laurea - oltre alla collezione d’arte Paglione - riservandosi la decisione su quale corso attivare. È necessario, infatti, che si tratti di un indirizzo che abbia un’alta frequentazione e un numero adeguato di iscritti. Nella visione del rettore occorre un corso con ampia visibilità, che crei movimento, renda il territorio partecipe e abbia attinenza con la vocazione primaria della cittadella della cultura.
Discutendo, invece, più in generale sulle problematiche cittadine sono emerse, tra le altre, due emergenze prioritarie. La prima è quella di garantire un deciso miglioramento nella viabilità e nel trasporto pubblico urbano e metropolitano. Occorrerà in particolare e da subito attivare collegamenti anche nelle ore notturne per consentire la mobilità alla fascia studentesca, tenendo conto, tra l’altro, che il 40% degli iscritti alla d’Annunzio proviene da fuori regione e assicura un indotto economico superiore persino a quello del turismo. L’altra priorità è quella della riapertura e della valorizzazione dei siti archeologici e culturali della città, un unicum che non può continuare a rimanere così trascurato com’è oggi.
L’incontro si è concluso con l’impegno del rettore e del Comitato cittadino a rivedersi a settembre per continuare insieme “questa battaglia” anche con il coinvolgimento delle autorità cittadine, metropolitane e regionali affinché si avviino a soluzione intanto le due problematiche già indicate e se ne affrontino via via altre la cui soluzione è indispensabile per il rilancio della città e del territorio. Nel progetto del Polo culturale nell’ex caserma Bucciante, alla villa comunale, sono previsti anche l’Archivio di stato, la biblioteca provinciale “C. De Meis” e il nuovo museo universitario.
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