Caputi: così rilancerò l’ateneo D’Annunzio

1 Aprile 2017

Gli 8 punti del direttore del Dipartimento di scienze mediche

CHIETI. «La mia idea, è quella di valorizzare la nostra università, attuando un progetto di sviluppo idoneo, grazie alle nostre importanti risorse umane, alle strutture di tutto rispetto ed alla nostra felice ubicazione territoriale. Queste risorse, non possono limitare il nostro ateneo a configurarsi come una struttura locale, ma il nostro futuro deve proiettarsi sicuramente verso orizzonti più ampi». Il direttore del dipartimento di Scienze mediche orali e biotecnologiche Sergio Caputi scende in campo per la corsa al rettorato con questa idea di fondo. Pensa che la D’Annunzio possa andare ben al di là dei propri confini ed essere davvero aperta al territorio, in grado di dialogare con grandi realtà.

Caputi ha sintetizzato il suo programma per il dopo Carmine Di Ilio in 12 pagine. 8 i punti programmatici. Si inizia da un diverso assetto organizzativo, che, dice il professore, deve «rivalutare le capacità del personale impiegato negli uffici dell'amministrazione centrale e periferica, anche in considerazione del fatto che, negli ultimi anni, si è generata una diffusa sofferenza a causa di un non corretto utilizzo delle risorse umane». Per il direttore di dipartimento è anche arrivato il momento di ampliare la pianta organica, anche per ridurre il ricorso alle cooperative e, dunque, il precariato.

Il secondo punto riguarda il «ricollocamento funzionale degli organi e delle strutture dell'ateneo». In particolare, In particolare, «il Senato accademico dovrà riappropriarsi dei compiti di "indirizzo" e "programmazione" delle attività strategiche dell'ateneo. In relazione poi alle recenti e non sempre piacevoli situazioni che si sono create nella gestione della macchina amministrativa, una particolare menzione deve essere fatta in relazione ai compiti che dovrà svolgere il direttore generale dell'ateneo. Egli dovrà attendere alla complessiva gestione ed organizzazione dei servizi e delle risorse strumentali ed umane dell'Ateneo, attuando esclusivamente e scrupolosamente le direttive degli organi di governo».

Caputi ipotizza anche una revisione dell’offerta formativa. Il principio sarà quello di voler puntare sugli aspetti qualitativi piuttosto che sulla quantità dei corsi di studio. «E' mia ferma intenzione», dice inoltre a riguardo, «attuare un programma, denominato "Obiettivo Studente", che prevede di rimettere al centro dell'università la vita dello studente al fine di rendere proficuo, amichevole e piacevole il percorso formativo che ha scelto».

Anche sulla ricerca, il direttore intende mettere in campo iniziative che possano implementarla.

Quanto ai rapporti università-sistema sanitario, anche Caputi aderisce alla proposta del professor Leonardo Mastropasqua di "costituzione del coordinamento clinico Ud'A" a difesa delle strutture cliniche da noi prevalentemente utilizzate. Il docente pensa anche che «sarà necessario e, per molti aspetti è anche urgente, attivare processi di revisione delle competenze e attività della attuale Scuola di Medicina e Scienze della Salute».

Un punto del programma è dedicato anche alla cosiddetta “terza missione”, ovvero il dialogo con la società.

Il professore intende lavorare anche per l’accrescimento del livello di internazionalizzazione e, infine, anche per migliorare l’orientamento degli studenti. Caputi promette anche opere per la sede pescarese che, dice, «dimostra chiaramente una notevole carenza degli spazi, una scarsa attività delle normali e necessarie manutenzioni ordinarie e un quasi abbandono Istituzionale da parte degli organi centrali».

Il professore, infine, rivela come sarà composta la sua squadra. Ci saranno un pro-rettore vicario, un pro-rettore alla ricerca, uno alla didattica e alla cultura, e uno alla sanità. Poi ci saranno una serie di deleghe assegnate per le varie attività della vita universitaria.

Arianna Iannotti