Caputi: riporto l’Unidav nel centro storico teatino

Il rettore ottiene il via libera del ministero per riassorbire la telematica La struttura lascerebbe Torrevecchia per tornare a Chieti. E Cuccurullo se ne va
CHIETI. «Mi piacerebbe riportare l’università telematica Leonardo da Vinci a Chieti, nel centro storico della città». Il rettore Sergio Caputi va avanti nel progetto di riappropriarsi dell’ateneo on line le cui quote maggioritarie del consiglio d’amministrazione sono state cedute nel 2016 dalla precedente gestione universitaria all’università slovacca Sevs. Con una brusca sterzata, Caputi inverte la rotta rispetto alla passata amministrazione e avvia il complesso iter burocratico per riprendersi la struttura che ha sede nel palazzo di vetro a Torrevecchia Teatina. Se riuscirà a portare a termine l’iter, annuncia l’intenzione di portare la telematica al centro di Chieti, in uno dei tanti contenitori vuoti della città. L’interesse del rettore è caduto su palazzo dei Veneziani, ex sede di Confindustria Chieti, rimasto vuoto dopo la fusione con Confindustria Pescara, o sulla sede storica della Camera di commercio di Chieti di piazza Vico, destinata a svuotarsi completamente a breve, sempre a causa della fusione della Camera di commercio con quella di Pescara. Caputi ha iniziato col revocare la delibera con cui l’università aveva sancito il gradimento alla Sevs. Sulla stessa linea si è posta la fondazione d’Annunzio, ente da cui formalmente dipende l’Unidav. Per questo motivo il presidente della fondazione, Luigi Capasso, ha deciso di assumere le funzioni di presidente del cda Unidav, scalzando l’ex presidente Tommaso Marvasi. Mercoledì scorso Caputi è andato a Roma per avere il via libera del Ministero dell’università al progetto di riprendersi l’Unidav. Il giorno successivo Franco Cuccurullo si è dimesso da rettore dell’Unidav.
CAPUTI HA L’OK DEL MIUR. «Il Ministero non ha fatto obiezioni di fronte al progetto di riassorbire la Da Vinci nella d’Annunzio», dice Caputi di ritorno dalla trasferta romana. «D’altronde nel 2012 il senato accademico, di cui ero allora componente, aveva deciso di accorpare l’ateneo telematico alla d’Annunzio, visto che la tendenza andava verso lo studio on line. Per l’operazione di fusione il Miur diede alla d’Annunzio un contributo di 84mila euro che poi l’università ha dovuto restituire allo stesso Ministero quando ha cambiato rotta, decidendo di affidare a un altro ente il rilancio della telematica. Il Ministero si è detto, dunque, d’accordo nel riprendere quella strada. Anche se questa volta non è più disposto a concederci alcun tipo di finanziamento», conclude il rettore.
CUCCURULLO SI DIMETTE. Il giorno dopo l’ok del Miur arrivano le dimissioni del rettore Unidav, ed ex rettore della d’Annunzio, Cuccurullo. «Rassegno le mie dimissioni perché non trovo più alcuna rispondenza tra il cda che mi ha conferito all’unanimità la carica di rettore e quello al quale mi si chiede di presenziare», scrive Cuccurullo in una lettera indirizzata al presidente del cda Unidav Capasso e, per conoscenza, al rettore Caputi e direttore generale della d’Annunzio Giovanni Cucullo. Nella lettera Cuccurullo fa riferimento allo scontro in atto tra la Sevs e la fondazione d’Annunzio presieduta sempre da Capasso che ha annullato il bando con cui la Sevs è stata nominata partner istituzionale della Unidav acquisendo la quota di maggioranza del cda della telematica. «Questa, in sostanza, la motivazione delle mie dimissioni», conclude l’ex rettore, «evitare ulteriori polemiche e lacerazioni che possano nuocere alla d’Annunzio».

