Caputi saluta dopo 6 anni: così l’ateneo è cresciuto

4 Gennaio 2023

CHIETI. Il rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi, eletto a maggio 2017, si appresta a lasciare l’incarico. A fine febbraio il più grande ateneo d’Abruzzo vota per rieleggere il nuovo...

CHIETI. Il rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi, eletto a maggio 2017, si appresta a lasciare l’incarico. A fine febbraio il più grande ateneo d’Abruzzo vota per rieleggere il nuovo rettore, ma lui resterà in carica fino a giugno prossimo.
Caputi, quali ostacoli ha dovuto affrontare in questi anni?
«È stata una strada bella ma in salita. Prima i guai giudiziari, con il vertice universitario defenestrato dalla magistratura e i problemi relativi all’università telematica, al Villaggio del Mediterraneo e al Cus, poi gli anni del Covid e infine quelli del caro-energia legati alla guerra, che hanno fatto salire la bolletta energetica dell’università da 3 a 15 milioni di euro. Emergenza dopo emergenza, però, l’ateneo non si è fermato. Con atteggiamento pragmatico abbiamo dato risposta ai problemi e siamo andati sempre avanti».
Quanto è stato difficile affrontare il periodo Covid?
«Moltissimo. Ma, come detto, non ci siamo bloccati. Abbiamo riorganizzato la didattica, utilizzando la modalità a distanza e, soprattutto, abbiamo dimostrato una volta di più di poter essere una grande risorsa per il territorio. Abbiamo fatto tamponi e vaccini e il nostro laboratorio universitario, con attrezzature d’avanguardia, si è messo a disposizione della Asl per l’analisi dei tamponi».
Quali sono i maggiori risultati raggiunti?
«Abbiamo lavorato molto in questi anni alla riorganizzazione della struttura amministrativa della d’Annunzio. Ora abbiamo tre dirigenti e diversi prorettori, quando sono arrivato non c’era neanche un dirigente. Abbiamo assunto oltre 100 dipendenti del settore tecnico e amministrativo, abbiamo espletato circa 700 concorsi per docenti e ricercatori, ricreando così un organigramma importante, sia dal punto di vista del personale tecnico e amministrativo che da quello dei docenti e dei ricercatori. Abbiamo puntato sulla sostenibilità e sulla parità di genere. Abbiamo 18 nuovi corsi di laurea, pensati appositamente per essere più vicini al mondo del lavoro. Ma la cosa che più mi fa piacere sottolineare è che in questi anni il clima è tornato più sereno. E così siamo risaliti nei ranking nazionali e internazionali. Siamo cresciuti molto, sia nei contenuti che nell’immagine mostrata all’esterno».
Cosa farà da giugno in poi, quando arriverà il suo successore?
«Tornerò a insegnare a tempo pieno. Non ho mai smesso di fare lezione, ma potrò dedicarmi pienamente all’attività di professore. E resterò ovviamente a disposizione del nuovo rettore. Continuerò, insomma, a dare il mio supporto alla d’Annunzio, come ho fatto in questi anni da rettore e nei precedenti da direttore di dipartimento». (a.i.)
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