Carabinieri e Guardia di finanza: due aree per le nuove caserme

Le sedi dell’Arma e delle fiamme gialle potrebbero nascere lungo la Variante frentana e a Santa Rita E il Comune rescinde il contratto con la ditta che si sta occupando dei lavori di Palazzo Novecento
LANCIANO. Serve una nuova sede per le compagnie di carabinieri e guardia di finanza. Il Comune di Lanciano è pronto a mettere a disposizione due aree per costruire le nuove caserme, visto che le attuali non sono più adeguate alle esigenze delle due forze di polizia. La Finanza spera ancora nella disponibilità di Palazzo Novecento, per il quale spunta però un’altra grana. La ditta non ha terminato i lavori e il Comune rescinderà il contratto.
NUOVE CASERME CERCASI
La sede dei carabinieri, in via Del Verde, è una palazzina ad uso abitativo riadattata a caserma. Le fiamme gialle, invece, condividono la palazzina di via Don Minzoni con altre famiglie e non ci sono alloggi sufficienti per ospitare le nuove leve della Scuola Allievi dell'Aquila. Tutto questo è stato al centro dell’incontro tra la dirigente del Demanio regionale, il sindaco Filippo Paolini e gli assessori Paolo Bomba (lavori pubblici) e Graziella Di Campli (patrimonio). «Metteremo a disposizione due aree per la nuova caserma dei carabinieri», spiega Paolini, «una lungo la Variante frentana, di fianco al distaccamento dei vigili del fuoco, e una a Santa Rita, già parzialmente edificata con la caserma della forestale. Visto che ormai questo corpo è assorbito nell’Arma, si potrebbe ampliare per realizzare il nuovo comando della compagnia».
GUARDIA DI FINANZA
Le fiamme gialle, sulla scorta di un precedente impegno dell’ex sindaco Mario Pupillo, hanno messo gli occhi su Palazzo Novecento come sede della nuova caserma. La palazzina residenziale, salvata dall’abbattimento e acquisita al patrimonio comunale, si presta poiché già suddivisa in appartamenti dove poter ricavare gli alloggi per gli allievi finanzieri. Ma per poter ospitare una caserma occorrono la verifica di vulnerabilità sismica e gli eventuali lavori di adeguamento, non necessari nel caso l’immobile dovesse ospitare uffici pubblici. «Per il Comune è una spesa troppo onerosa», dice l’assessore Bomba, «le risorse da parte dello Stato non sono accessibili quando si tratta di locazione, quindi dovremmo fare verifiche e lavori a nostre spese, e questo non è possibile». «Ho suggerito di valutare altre opzioni», aggiunge il sindaco, «una delle due aree che mettiamo a disposizione potrebbe andare bene per la nuova caserma».
PALAZZO NOVECENTO
Nuova tegola, intanto, per i lavori nella palazzina di via De Titta, già in ritardo sulla scaletta di marcia. Il Comune, dopo l’ennesima diffida a riconsegnare i lavori, sta procedendo a rescindere il contratto con la ditta di Casoli che si era aggiudicata l’appalto del primo lotto (230mila euro). «Una volta fatta la comunicazione, procederemo con un affidamento diretto ad un’altra ditta», spiega l'assessore Bomba, «con il metodo dell’offerta più vantaggiosa. Mancano pochi interventi, la controsoffittatura al piano interrato e finire di cablare la rete al piano degli uffici, per una spesa di circa 30mila euro, di cui c’è già copertura». Il problema sono i tempi strettissimi, visto che entro giugno vanno spostati gli uffici del commercio dall'appartamento di Palazzo de Giorgio, che il proprietario ha venduto a un privato. «Cercheremo di finire velocemente il piano degli uffici e anche i garage», continua Bomba, «così da trasferire a Palazzo Novecento uno dei settori tecnici, urbanistica o lavori pubblici, e al suo posto traslocare il commercio». Nella palazzina di via De Titta andrebbe così avanti il discorso del Polo tecnico, ma vanno ristrutturati anche gli altri piani. «Nel prossimo bilancio», aggiunge l’assessore Bomba, «vedremo di finanziare il secondo lotto».
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