Carabinieri liberi, ma Mancino è sospeso

I due militari in libertà dopo due settimane ai domiciliari. Il maresciallo, però, non può svolgere la professione per un anno
SAN SALVO. Annullata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Antonello Carnevale e Giuseppe Mancino, i due sottufficiali dei carabinieri della stazione di San Salvo da dieci giorni ai domiciliari. Per quanto riguarda Mancino, tuttavia, la misura degli arresti domiciliari è stata sostituita con la misura interdittiva. Il tribunale del riesame, infatti, ha sospeso l’indagato dall’esercizio del pubblico ufficio di sottufficiale dei carabinieri e gli ha interdetto lo svolgimento delle attività inerenti la sua professione per il periodo di un anno. La decisione del Riesame – presidente Alessandra Ilari, giudici a latere Stefano Iannacone e Giovanni Spagnoli - è arrivata ieri mattina a distanza di 3 giorni dall’udienza.
È stata una sentenza ponderata con attenzione. Le motivazioni saranno pubblicate fra 45 giorni. Soddisfatti comunque entrambi i legali dei due indagati, gli avvocati Alessandro Orlando e Fiorenzo Cieri. «Siamo contenti che la nostra impugnazione sia stata accolta», ha dichiarato Cieri. «Nella memoria che abbiamo depositato all’Aquila vengono chiariti molti aspetti di questa delicata vicenda». Ora si attendono le decisioni del Gip del tribunale di Vasto a cui i magistrati aquilani avevano consegnato gli atti inerenti il reato di peculato contestato sia a Carnevale che a Mancino. È il reato più grave e che comporta una pena di 6 anni di reclusione. La posizione di Mancino è più delicata avendo altre contestazioni a carico: accesso abusivo alla rete informatica, divulgazione di immagini coperte dal segreto istruttorio e detenzione di munizioni da guerra. Il fascicolo che riguarda i due militari è stato già trasmesso dall’Aquila a Vasto.
I due carabinieri saranno giudicati con rito ordinario. I loro avvocati sono certi di poter dimostrare in giudizio che i reati di cui vengono accusati i due militari in realtà non sono mai stati commessi. Né i soldi falsi, che secondo l’accusa non sarebbero stati sequestrati, né le munizioni sono state ritrovate dagli investigatori della Dda. La difesa di Mancino è pronta a confutare anche l’accusa di accesso abusivo alla rete informatica e divulgazione di immagini coperte dal segreto istruttorio.
Per i due militari ieri è stato il primo giorno di libertà dopo quasi due settimane ai domiciliari. Tante le dimostrazioni d’affetto ricevute da entrambi i sottufficiali. «La speranza di entrambi», ha ribadito l’avvocato Cieri, «è di poter chiarire al più presto la loro posizione sperando che l’uragano che li ha travolti si allontani».
Ora l’attenzione è puntata sul tribunale di Vasto e sulle decisioni che saranno prese dal gip.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

