Carcere, apre la nuova ala tra le proteste degli agenti

15 Marzo 2018

L’ex sezione femminile ristrutturata dai detenuti ospiterà attività lavorative I sindacati di polizia penitenziaria: aumenta il lavoro per personale già sofferente

LANCIANO. Apre tra le proteste degli agenti di polizia penitenziaria il nuovo reparto del carcere di Villa Stanazzo, che offrirà a 46 detenuti di media sicurezza l’opportunità di imparare un mestiere e fare un percorso di reinserimento sociale. Di contro, però, porterà a un aumento del carico di lavoro per le 135 guardie carcerarie già logorate da turni straordinari e ferie arretrate.
REPARTO RISTRUTTURATO. Ci sono sbarre e muri di cinta, ma tra le celle anguste rinasce la speranza di un futuro, come sottolinea l’arcivescovo Emidio Cipollone durante la benedizione. Il nuovo reparto ha 46 posti. In realtà è la ex sezione femminile del penitenziario frentano, rimessa a nuovo dagli stessi detenuti e con la collaborazione di tutto il personale. I lavori, finanziati da Cassa Ammende per un totale di 88.000 euro, hanno interessato la messa a norma degli impianti idrico ed elettrico, il rifacimento dei tetti, la razionalizzazione degli spazi per realizzare ampie camere (anche da 4 e 6 posti). Le stanze sono dotate di bagni e docce con acqua calda, di impianti tecnologici a risparmio energetico. L’ala è videosorvegliata. Nelle aree comuni situate al piano terra, sottoposte a manutenzione ordinaria, sono ospitati sale colloqui, aule polivalenti per le attività trattamentali (scuola, catechesi, sport, cultura, ricreazione, cineforum ed altro); refettorio e cucina, stanze per colloqui con gli operatori, area verde per colloqui all’aperto, cortili di passeggio; lavanderia e ambulatori.
LAVORO IN CARCERE. Il reparto è destinato a detenuti del circuito media sicurezza (destinatari di pena inflitta o residua non superiore a 5 anni). «Puntiamo sul lavoro», sottolinea Santi Consolo, capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, «per dare un ruolo e una speranza a chi in passato ha sbagliato. È in programma l’avvio di una nuova linea produttiva della Dolciaria D’Orsogna (azienda già presente all’interno del carcere con uno stabilimento produttivo di semilavorati di mandorla, ndr) ma si potranno prevedere altre attività». Alla cerimonia partecipano il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, la direttrice del carcere Lucia Avvantaggiato, il provveditore Cinzia Calandrino e il sindaco Mario Pupillo, che prima di entrare incontra gli agenti.
FUORI LA PROTESTA. Di fronte al carcere, su un terreno privato (la direttrice ha negato l’uso del parcheggio esterno), va in scena la protesta, con bandiere e fischietti, dei sindacati di polizia penitenziaria Sappe, Osapp, Uil, Sinappe, Cisl, Cnpp e Cosp. «Qui siamo già sofferenti per la mancanza di personale», dice il portavoce Piero Di Campli (Sappe), «nel nuovo reparto saranno utilizzate 7 unità al giorno, ma il lavoro aumenta in tutti i settori dell’istituto. Per anni siamo stati in silenzio, nonostante ferie a singhiozzo (12mila quelle arretrate, ndr) e livelli minimi di sicurezza». «A Lanciano su un organico previsto di 157 unità ce ne sono 135 effettive», dice Consolo, «una carenza in linea, o inferiore, al dato nazionale. Non riusciamo a coprire le notevoli scoperture d’organico, si può solo agire spalmando le carenze su tutto il territorio nazionale». «Al nuovo reparto sono state assegnate 5 unità in distacco», dice Chiavaroli, «in questo momento non ci sono problemi di personale, ma ogni necessità che dovesse emergere sarà ascoltata. Ci sarà anche un incontro con i sindacati e ascolteremo le loro ragioni». «Restiamo in attesa di un eventuale convocazione», dicono i sindacati al termine del sit-in, «ma, vista la chiusura totale della direttrice della casa circondariale, ci rivolgeremo agli enti superiori».
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