Carcere, astensione dalla mensa: ecco la nuova protesta degli agenti

23 Novembre 2023

LANCIANO. Straordinari non pagati e ulteriori incombenze per il personale del carcere di Villa Stanazzo, già sotto organico. Per questi motivi le organizzazioni sindacali Sappe, Osapp, Sinappe, Uil...

LANCIANO. Straordinari non pagati e ulteriori incombenze per il personale del carcere di Villa Stanazzo, già sotto organico. Per questi motivi le organizzazioni sindacali Sappe, Osapp, Sinappe, Uil Pa/pp, Fns Cisl e Fp Cgil, hanno deciso di inasprire lo stato di agitazione con l'astensione dalla mensa ordinaria di servizio. «Qualche settimana fa abbiamo interrotto le trattative con la direzione», ricordano le organizzazioni sindacali della casa circondariale di Lanciano, «a seguito della comunicazione da parte del Provveditore del mancato sblocco del pagamento delle ore di straordinario. Nonostante lo spasmodico ricorso a questo istituto sia imposto dall’amministrazione, adesso ci vengono a dire che non sarà pagato per intero, come peraltro impone la norma, ovvero è vietato chiedere prestazioni di lavoro straordinario oltre il monte ore assegnato». Da anni i sindacati lamentano un eccessivo ricorso allo straordinario e la necessità di altri agenti nella casa circondariale di Lanciano, dove in servizio sono 119 sui 157 previsti (previsione considerata, tuttavia, insufficiente) a fronte di circa 250 detenuti (il dato varia di giorno in giorno). In più, dall'estate scorsa, va avanti un'altra incombenza per il personale.
«Un piantonamento nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Lanciano che da ormai più di 3 mesi ci costringe letteralmente ai lavori forzati», spiegano le organizzazioni sindacali, «un internato della casa lavoro di Vasto è perennemente ricoverato in Psichiatria e piantonato giorno e notte da 2 unità di polizia penitenziaria. Come se ciò non fosse sufficiente, il detenuto dà letteralmente di matto ogni 2/3 giorni ed è necessario per questo inviare rinforzi, con urgenza, per provare in qualche modo a riportarlo alla calma. Martedì sera, ad esempio, è andato in escandescenza e vista l’impossibilità, a causa della fortissima carenza di personale, di inviare rinforzi della polizia penitenziaria, sono dovuti intervenire nel reparto agenti della polizia di Stato e dei carabinieri per un totale di 11 persone impiegate per calmarlo». Per questi motivi dal 24 novembre al 1° dicembre il personale annuncia una sorta di sciopero della fame rifiutando di mangiare nella mensa ordinaria di servizio (Mos). «E se non verremo ascoltati», concludono, «saranno decise nuove forme di protesta».
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