Carcere, boom di contagi I sindacati: servono agenti

30 Dicembre 2020

A Villa Stanazzo 48 positivi, le parti sociali protestano per la carenza di personale Disagi anche per i controlli oncologici Asl. Intanto in ospedale riapre la Medicina

LANCIANO . Aumentano i contagi nel carcere di Villa Stanazzo: sono 48 i positivi tra cui 10 agenti penitenziari. Protestano i sindacati che chiedono rinforzi, formazione e dispositivi di protezione per tamponare l’emergenza. I problemi restano anche per gli esami ospedalieri che vengono bloccati dal Covid: è il caso degli screening oncologici Asl, ad esempio quello per il colon, che si fermano dopo il primo step. Ha riaperto intanto il reparto di Medicina dell’ospedale Renzetti dopo la sanificazione e 10 positivi, tra cui due pazienti che avevano patologie pregresse. Si sarebbero infettati nel reparto e sono morti nei giorni scorsi.
IL CARCERE Focolaio Covid assieme alla residenza per anziani Santiago (dove ci sono 55 contagiati), il carcere vede ad oggi 48 positivi: 38 detenuti, di cui uno ricoverato in ospedale a Chieti e 10 agenti penitenziari infettati, di cui due ricoverati in ospedale. Una situazione complessa che ha sollevato le proteste dei sindacati Sappe, Osapp, Uilpa P.p, Uspp, Fns Cisl, Fp Cgil. «Dal provveditore regionale Carmelo Cantone abbiamo avuto promesse e rassicurazioni», scrivono i sindacati, «ma non sono state rispettate. Nell’istituto frentano, già a corto di personale, non è arrivato alcun rinforzo, non c’è stata alcuna diminuzione di detenuti e non è stato ridotto il carico di lavoro». Servono circa 30 agenti in più, ne sono stati chiesti almeno 10 per sostituire quelli malati. «Inoltre c’è la totale assenza di prevenzione per gli agenti penitenziari», dice Ruggero Di Giovanni, segretario regionale Uilpa, assieme ai colleghi sindacalisti. «Infatti nonostante i protocolli per la gestione del rischio contagio siano stati redatti ed aggiornati a livello nazionale e regionale, a livello locale diversi dirigenti non hanno fatto la loro parte. Non è stata garantita la prevenzione, anche formando il lavoratore ad esempio sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione, sui comportamenti da tenere sui luoghi di lavoro e abbiamo visto, a Lanciano, sezioni detentive riadattate a sezioni Covid anziché essere vuotate».
GLI SCREENING Il Covid si abbatte indirettamente anche su molti esami e visite che vengono rimandate a date da definirsi. È il caso anche degli esami che seguono gli screening oncologici che fa la Asl, quelli per la prevenzione del tumore della mammella, alla cervice uterina e del colon retto: vanno avanti, ma si fermano al primo step come racconta un utente. «Ho fatto lo screening per il colon retto», racconta, «mi sono arrivate ora due lettere di risposta dalla Asl. Nella prima mi è stato comunicato che ero risultato positivo e quindi dovevo fare la colonscopia. Nella seconda invece è scritto che “per gli inevitabili ritardi legati alla pandemia Covid-19, il controllo endoscopico è differito alla prima data disponibile. Sarà nostra premura contattarla telefonicamente appena ci sarà la disponibilità per eseguire l’esame”. Che senso ha? Perché fare lo screening, dirmi che sono positivo, se non posso fare altri accertamenti?».
LA MEDICINA Dall’ospedale arrivano anche buone notizie. La Medicina ha riaperto i battenti dopo i giorni di chiusura ai ricoveri a causa della presenza di 10 casi Covid. Il virus partito da un paziente, si era diffuso ad altri 7 (due dei quali sono deceduti) e a due operatori sanitari. Reparto sanificato e tamponi a tappeto sul personale. Ora i test negativi hanno portato alla riapertura lunedì ai ricoveri. In totale sono 18 i casi positivi in ospedale tra i reparti di Cardiologia, Medicina e uno in Gastroenterologia.
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