Carcere, direttrice costretta a fare l’agente

19 Maggio 2022

Continua la carenza di personale nella struttura di Torre Sinello: protestano i sindacalisti della Uilpa

VASTO. Continua la carenza di personale nella Casa lavoro di Vasto. La direttrice dell'istituto di pena è costretta ad aiutare nella vigilanza gli agenti. «Una situazione questa che non ha eguali nella storia dei penitenziari italiani»,, denunciano il segretario generale della Uilpa Ruggero Di Giovanni e il segretario regionale Mauro Nardella. A parlare sono i numeri. «Su una pianta organica», annotano i due sindacalisti, «di 99 unità di polizia penitenziaria, a seguito di 52 pensionamenti nei 3 anni, malattie a lungo termine e 22 agenti in aspettative speciali, attualmente la direzione della Casa lavoro di Vasto dispone solo di 15 unità del ruolo agenti e assistenti di cui 6 per il servizio a turno di ben 4 sezioni detentive (di norma ce ne vorrebbero almeno 20) e quindi sufficienti a malapena a coprire un solo turno; 4 assistenti per garantire il servizio delle traduzioni e dei piantonamenti (numero talmente scabroso da essere addirittura insufficiente per garantire il piantonamento attualmente in corso di un internato straniero senza fissa dimora già evaso in passato). Per almeno un mese ed in barba a contratti che impongono il riposo settimanale è stato deciso di non dare i riposi al personale. Un tracollo senza precedenti che non può che indignare. Crediamo», concludono Di Giovanni e Nardella, «sia giunta l'ora di far ridisegnare la geografia amministrativa dell'Amministrazione penitenziaria riportando a Pescara la sede dell'ufficio territoriale più importante in chiave regionale qual è appunto il Provveditorato dell'Amministrazione penitenziaria». (p.c.)
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