Carcere, in Consiglio la carenza di personale

Lanciano. Mozione di Bendotti: struttura allo stremo, la giunta comunale porti la protesta al ministero
LANCIANO. La consigliera di “Lanciano in comune”, Dora Bendotti, porta in aula di consiglio la drammatica carenza di personale della Casa circondariale di Lanciano. L'ex assessore alle politiche sociali ha firmato una mozione che sarà inserita nell'ordine del giorno del consiglio comunale del 28 settembre, per chiedere all'amministrazione Paolini l'impegno a farsi portavoce, con i propri rappresentanti istituzionali nei confronti del ministero della Giustizia, «del grido di aiuto della polizia penitenziaria di Lanciano affinché vengano adottate soluzioni immediate a supporto del personale della struttura di Villa Stanazzo prima che la situazione diventi nuovamente non di interesse sindacale bensì di cronaca».
«Questa mozione non ha colori politici», spiega Bendotti, «perché questo è un problema sociale del nostro territorio e che riguarda la dignità e la tutela dei lavoratori. Ad oggi», scrive la consigliera di minoranza nella mozione, «il carcere è allo stremo e non solo il personale diminuisce a vista d'occhio per l'arrivo dell'età pensionabile (nel 2022 sono previsti almeno 10 posizionamenti in quiescenza, ndc), ma anche a causa delle stress da lavoro correlato che favorisce il prematuro abbandono dei lavoratori che, per motivi di salute, vengono posti in quiescenza anticipatamente».
Attualmente nella struttura si contano solo 125 dipendenti, un numero «assolutamente insufficiente per gestire un istituto complesso e un carcere di massima sicurezza come questo. Le piante organiche sono sempre state il problema principale degli istituti penitenziari italiani», prosegue Bendotti, «ma stranamente in alcuni istituti è stata prevista la presenza di poliziotti penitenziari sufficienti a garantirne il funzionamento e in altri, come a Lanciano, il numero dei dipendenti è così ridotto da garantire a stento il livello minimo di sicurezza, comprimendo, se non azzerando, i diritti dei lavoratori».
A Lanciano la legge Madia prevede la presenza di 157 unità, ma non basta ancora. Il super carcere ha infatti ben tre sezioni di detenuti di alta sicurezza con mediamente 150 detenuti; due sezioni per congiunti di collaboratori di giustizia con una presenza media di 70 detenuti e due sezioni comuni con una presenza media di 80 detenuti di cui una è stata adibita a sezione per arrestati in isolamento sanitario. «Ciò dovrebbe essere sufficiente a capire la complessità della gestione di un carcere che vede 3 tipologie di detenuti che tra loro non possono incontrarsi», ha rimarcato Bendotti nel documento. «Si propongono due vie percorribili per “salvare” il sistema carcere di Lanciano: l'invio di rinforzi, (minimo 20 unità) attingendo dalla graduatoria nazionale del personale che ha chiesto Lanciano come sede di trasferimento, o l’invio di personale in missione (quest’ultima più onerosa per l’amministrazione penitenziaria)». (d.d.l.)
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