Cardiologia, bufera sul concorso
Chi ha vinto la selezione non può più scegliere Chieti: «Pronto il ricorso al Tar»
CHIETI. Rischia di finire al Tar il concorso per dirigente medico di cardiologia nella Asl di Lanciano Vasto Chieti, che si è poi concluso a maggio con l’assunzione di dodici persone. Pomo della discordia è l’assegnazione delle sedi. Inizialmente infatti l’azienda aveva stabilito che i posti da assegnare erano cinque al Santissima Annunziata di Chieti, quattro al San Pio di Vasto e tre al Renzetti di Lanciano. In un secondo momento però la Asl ha comunicato ai vincitori che i posti a Chieti non erano più disponibili: a metà maggio li ha invitati a comunicare la propria preferenza tra Lanciano e Vasto. Il motivo? Sono stati destinati alla mobilità interna, ovvero a chi già lavorava al Renzetti o al San Pio e voleva rientrare a Chieti. Una beffa per chi contava di essere assegnato al Santissima Annunziata: pochi giorni fa è stato comunicato via pec che i dodici vincitori del concorso dovevano scegliere tra sei posti al San Pio e altrettanti al Renzetti, pena la decadenza. In due su dodici hanno accettato la destinazione alternativa all’ospedale clinicizzato del capoluogo. Una scelta, quella dell’azienda, considerata illecita e illegale, tanto che qualcuno ha diffidato la Asl dal procedere nell’assegnazione dei posti. Diffida inviata a Manuela Loffredo dell’amministrazione e sviluppo risorse umane della Asl, al direttore amministrativo Giovanni Stroppa, al direttore sanitario Francesco Cipollone e al direttore generale Thomas Schael. Quest’ultimo aveva detto la sua in occasione della visita a Vasto di tre giorni fa: «Abbiamo portato a termine i concorsi per specialisti in Cardiologia e Medicina interna», aveva tagliato corto, «e abbiamo inviato le comunicazioni ai vincitori per i quali ci sarà un obbligo di destinazione preciso: Vasto e Lanciano. Se non accetteranno dovranno rinunciare, e noi provvederemo a scorrere la graduatoria, trovando sicuramente giovani medici disponibili a lavorare dove abbiamo maggiore necessità».(a.r.)
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