Cardiologia, lavori bloccati da un anno

20 Settembre 2016

Disagi nel reparto: mancano gli strumenti diagnostici e ogni giorno i pazienti vengono portati in ambulanza a Chieti e a Pescara

LANCIANO. I lavori che dovevano finire il 15 giugno 2015 bloccati da più di un anno; l’angiografo che non arriva con i pazienti portati a Chieti e Pescara quasi ogni giorno per effettuare le coronografie; i lavori in altri reparti che non possono partire se non si chiude il primo cantiere. L’unità di Cardiologia-Utic dell’ospedale Renzetti diretta da Luigi Leonzio, responsabile del Dipartimento cuore della Asl, è un cantiere ormai dal 18 marzo dello scorso anno. Da allora il reparto è stato spostato, non senza disagi, nel piano in cui una volta c’era la Chirurgia (spostata a sua volta per lavori mai iniziati), ma il trasferimento di pochi mesi si è tramutato in un trasloco ormai di un anno e mezzo e che durerà ancora a lungo visto che dei lavori non c’è traccia.

Serve una risposta dalla Regione, manca il decreto di assegnazione dei fondi alla Asl per poter riprendere i lavori. Questo perché l’intervento originario di due anni fa da 99.667 euro è invece diventato un rifacimento dell’interna unità, comprese le attrezzature, per oltre un milione di euro. Quindi non si tratta più solo del rifacimento di pavimenti, rivestimenti, bagni e tinteggiatura ma della ristrutturazione di tutta l’unità. Ma, al momento, solo il pavimento, che era in amianto, è stato smantellato.

«Il progetto iniziale è stato stravolto strada facendo», spiegano dalla sede Asl, «perchè si è pensato, una volta per tutte, di sistemare l’intera unità dotandola anche di macchinari ad hoc. Ma questo ha comportato la stesura di un nuovo progetto e soprattutto la richiesta di fondi alla Regione. Il progetto esecutivo è pronto, manca il via libera della Regione con il decreto che assegna i fondi».

Un via libera che non doveva avere problemi visto che l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, in una delle visite al Renzetti aveva assicurato che la Regione avrebbe finanziato i lavori e comprato l’angiografo. L’apparecchio in grado di evidenziare i vasi sanguigni per svelarne eventuali alterazioni (ad esempio per effettuare coronografie) è fondamentale per il Renzetti Dea di 1 livello. Ogni anno, purtroppo, ci sono circa 200 trasferimenti a Chieti per effettuare la coronografia con costi che lievitano per i trasporti alla Asl, provoca disagi sia ai pazienti, costretti a viaggiare in ambulanza andare al Policlinico, fare l’esame e tornare a Lanciano, sia al personale del reparto visto che un medico deve assentarsi per seguire il paziente. Con l’angiografo ed emodinamisti che verrebbero da Chieti una o due volte a settimana non ci sarebbero più disagi. Ma il macchinario che pare ci sia, non si può montare se non finiscono i lavori. Che a loro volta bloccano l’inizio dei lavori in Chirurgia.

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