Carenza di acqua allo Scalo, arriva Striscia

26 Aprile 2020

La protesta va in tivù. Il sindaco: «Colpa dell’Aca». La presidente dell’ente: «Soluzione in due anni»

CHIETI . Incursione di Striscia la notizia a Chieti per denunciare la cronica carenza d’acqua allo Scalo, ancora più pesante da sopportare in tempi di quarantena da coronavirus. L’inviata Chiara Squaglia ha intervistato tre inquiline costrette a restare in casa senz’acqua per buona parte della giornata. Elda Capriotti, Assunta Ronca e Liliana Esposito hanno aperto i rubinetti delle loro case: usciva solo un filo d’acqua, qualche goccia oppure nulla. Striscia ha chiesto spiegazioni al sindaco Umberto Di Primio che ha addossato la responsabilità ad Aca: «Il Comune non è più il gestore idrico», ha detto, «comunque ho chiesto di aumentare l’immissione di acqua nella rete per risolvere i problemi di pressione».
È stata intervistata anche la nuova presidente dell’azienda acquedottistica Giovanna Brandelli, secondo la quale i problemi sono dovuti a «carenza di risorse idriche per le poche piogge, reti non integre e condomini senza autoclave». La presidente ha promesso lavori per risistemare le tubature e, da giugno, anche ricerche attraverso la tecnologia a ultrasuoni per individuare le perdite: «In due anni», ha detto, «risolviamo i problemi». Una risposta che ha fatto infuriare i residenti da anni in protesta. Nel 2017 il sindaco Di Primio, per calmare la contestazione, aveva promesso la realizzazione di un serbatoio per lo Scalo. Promessa mai mantenuta e reiterata recentemente anche dall’Aca, che aveva annunciato lavori entro il mese di aprile. «Se dobbiamo aspettare altri 2 anni in queste condizioni, non pagheremo più le bollette», ha detto la Capriotti, che intanto, insieme a 200 famiglie, ha incaricato l’avvocato Salvatore Mezzanotte di diffidare Aca e Comune. (a.i.)
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