“Cari bambini”: Mattarella scrive agli alunni

Mozzagrogna, il Capo dello Stato risponde a due classi che hanno studiato l’elezione del Presidente
MOZZAGROGNA. Prima hanno studiato la figura del presidente della Repubblica e seguito su tg e giornali l’elezione e il giuramento. Poi hanno messo per iscritto sensazioni, auspici e auguri al neo Capo dello Stato. Lettere che la maestra Iolanda Caporale, che li guida nello studio dell’educazione civica al di là dei tradizionali programmi scolastici, ha raccolto e inviato a Sergio Mattarella. E il neo presidente in persona ha risposto agli alunni di terza e quarta della scuola primaria Nicola Fosco di Mozzagrogna. Grande è stata la sorpresa e l’emozione dei bambini all’arrivo dell’inattesa missiva, con il calce la firma del Capo dello Stato. «Carissimi bambini, vi ringrazio per aver voluto condividere con me le riflessioni sul percorso che ha portato alla mia elezione», scrive Mattarella, «con la vostra insegnante state facendo un ottimo lavoro per gettare le basi di futuri cittadini».
I bambini hanno interpellato il presidente della Repubblica sui temi più disparati, dalla situazione economica italiana al terrorismo internazionale, fino alle strade rotte e agli ospedali che chiudono, temi d’attualità nel Frentano. «In Abruzzo, e nello specifico a Lanciano e a Mozzogrogna, le strade sono malandate e trascurate», scrive Diego, «gli ospedali non hanno quasi mai la disponibilità ad accogliere tutte le emergenze e se bisogna fare degli esami occorre attendere anche mesi». «Se gli evasori fiscali non pagano le tasse, è normale che le scuole e gli ospedali non sono attrezzati», analizza Elena. Per gli alunni Mattarella è «come un papà», «più simpatico di Napolitano», «un presidente coi fiocchi». A colpire i bambini sono stati i primi gesti compiuti da Capo dello Stato. «Lei è andato all’aeroporto e ha pagato il biglietto, anche se ha il suo aereo personale», scrive Giulia della terza. «Durante il discorso pensavo che le stava mancando il fiato, ma poi ho capito che era per suo fratello ucciso dalla mafia, e mi è scappata una lacrimuccia», gli racconta Serena.
Al presidente affidano anche preoccupazioni e paure. «Non faccia venire altra crisi in Italia», chiede Stephanie, 8 anni, «anche se sono piccola sono preoccupata per quando mi faccio grande». «Si soffre tanto in questo Paese e spesso a molti viene voglia di andare via», scrive Federica a Mattarella, «mentre gli altri ci invidiano per le bellezze dell’Italia». Dall’estrema spontaneità dei bambini nascono poi domande sulla vita da Capo dello Stato. «Le è piaciuto il primo giorno da presidente della Repubblica?», vuol sapere Alessia. «I sabato e le domeniche si lavora oppure si torna a casa da moglie e figli?», chiede Letizia. «Vivere nel Quirinale è molto bello», afferma Andrea, «anche se penso sia una fatica pulirlo!».
«Il presidente è stato sensibile a rispondere di persona ai bambini», commenta la maestra Iolanda Caporale, «credo che le istituzioni non debbano essere parole astratte per loro. La speranza, adesso, è che Mattarella accetti il nostro invito ad incontrarlo».
Stefania Sorge
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