«Cari candidati sindaco vi vogliamo più sinceri»

Il Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi incontra gli otto sfidanti Tra le richieste: basta spot elettorali e un nuovo albero per ogni nascita
CHIETI. A metterli tutti in riga sono bastate le prime parole della presidente del Consiglio baby, Rebecca Toto: «Siate concreti, sinceri, non fatevi pubblicità elettorale e non dilungatevi, massimo 5 minuti a testa». 12 anni, ma già capace di interloquire alla pari con gli otto candidati sindaci, Rebecca, assistita dal vice presidente Stefano Morgante e sotto l’occhio attento delle coordinatrici Carmela Caiani e Gianna Di Credico, ieri pomeriggio, nell’aula consiliare, ha invitato gli otto aspiranti sindaci ad esprimere le loro opinioni su temi ben precisi, frutto del lavoro dei consiglieri junior. L’occasione è stata propizia per chiedere loro la sottoscrizione di un documento in cui si impegnano a sostenere e potenziare il lavoro del Consiglio junior. Il primo a parlare è stato Ottavio Argenio, che ha trovato subito consonanze tra le proposte dei ragazzi e il proprio programma elettorale. Uno su tutti, molto particolare: piantare un albero ogni qualvolta nasce un bambino. È poi intervenuto Bruno Di Paolo che ha ricordato ai piccoli grandi consiglieri come da vice sindaco ha promosse un progetto sul decoro urbano simile a quello dei ragazzi, progetto mai partito. Donato Marcotullio ha invece colto un’altra sollecitazione arrivata dai consiglieri junior, quella sui posti letto destinati alla ricettività turistica: i ragazzi chiedevano di aumentarli, Marcotullio ha detto che erano effettivamente saliti ma che nessuno lo sapeva per un difetto di comunicazione. Antonello D’Aloisio, venendo incontro alla richiesta di sincerità della Toto, ha sottolineato come le proposte, tutte belle e condivisibili, purtroppo, almeno in parte, non erano realizzabili a causa della scarsezza di risorse economiche. Aggiungendo che la sfida stava proprio nel rintracciare i fondi. Il sindaco Umberto Di Primio ha iniziato rendendo merito a uno dei suoi sfidanti, Enrico Raimondi, che da presidente del Consiglio comunale ha istituito il Consiglio mini. Poi ha parlato delle diverse cose che hanno condiviso con i consiglieri baby, non senza negarsi qualche battutina al veleno diretta, sempre per chi riusciva a coglierla, nei confronti del suo principale avversario, Luigi Febo. Roberto Di Monte, ha parlato, invece, della sua esperienza di padre di un ex presidente del Consiglio dei ragazzi, suo figlio Alessandro. E proprio su questa base ha potuto assicurare che quel rispetto che i ragazzi-consiglieri chiedevano. Enrico Raimondi ha rilanciato sul ruolo del Consiglio dei ragazzi, una sua felice intuizione che a suo parere merita di essere tenuta più in considerazione. Infine Luigi Febo è entrato nel merito di diversi progetti, ma, anche lui non ha rinunciato a una battuta polemica sulle mense scolastiche di cui aveva appena parlato il sindaco Di Primio.
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