Carichieti cancellata E Banca Teatina non c’è

Ubi cambia il nome alla storica sede della Colonnetta
CHIETI. No dai, non è per l’attaccamento alla bandiera, anche se il marchio è comunque un’identità, un territorio, un popolo. Diciamo che è il principio che non va. Se fino a qualche tempo fa era Cassa di risparmio della provincia di Chieti, poi Carichieti, poi ancora Nuoca Cassa di risparmio di Chieti, perché, rispetto a come annunciato giusto un mese fa, non è diventata più Banca Teatina? Anzi, forse sarebbe stato meglio chiamarla Banca Chietina, visto che il suo dna è permeato in tutto il territorio della provincia. Comunque, il passo fatto per ufficializzare il nome della nuova banca non è passato inosservato. L’insegna che da qualche giorno campeggia sul palazzone di via Colonnetta parla chiaro: al posto della storica scritta Carichieti, con tanto di targa sul muro del cancello “Cassa di risparmio della provincia di Chieti”, adesso c’è quella di “mamma” Ubi Banca - anche col bis della targa - per effetto della conclusione delle procedure di compravendita delle tre cosiddette Bridge bank, (Nuova Cassa di risparmio di Chieti, Nuova Banca delle Marche e Nuova Banca dell’Etruria) da parte del gruppo bancario bergamasco, quinto per numero di sportelli, nato il 1º aprile 2007 dalla fusione fra Banche Popolari Unite e Banca Lombarda che ha acquisito anche l’istituto di credito di via Colonnetta. Un acquisto perfezionato con il Fondo nazionale di risoluzione del 100% del capitale dei tre istituti di credito in questione.
Proprio nei giorni scorsi, si sono tenute le assemblee dei soci delle tre banche (chiamate anche Target Bridge Institutions) che hanno nominato il consiglio di amministrazione designato da Ubi Banca e modificato le rispettive denominazioni sociali trasferendo le sedi legali di ciascuna banca a Bergamo fino al completamento della fusione in Ubi Banca. E in quella occasione, era stato deciso di denominare la Nuova CariChieti “Banca Teatina Spa”. In particolare, per l’istituto di credito della città di Achille, il presidente del Cda era stato nominato Osvaldo Ranica (come anche per le altre due banche della stessa Ubi Banca), amministratore delegato Raffaele Avantaggiato (solo per l’istituto abruzzese) e consigliere Maria Perdicchi (anche per le altre due banche).
Ma della Banca Teatina in città non c’è traccia, a cominciare da insegne e loghi.
«In effetti», spiega Francesco Trivelli, coordinatore regionale Fisac Cgil, «sappiamo che la Banca teatina durerà sei mesi, al massimo fino a dicembre. Nel progetto industriale c’è che diventa subito Ubi Banca. Anche a me questa operazione di cambiare subito l’insegna è sembrata una scelta repentina: ci sarebbero voluti dei passaggi graduali. Ecco», prosegue Trivelli, «diciamo che è stato un eccesso di velocità anche perché la banca è stata fino a poco tempo fa locale e la gente si riconosce comunque sotto il marchio di un territorio. Comunque, la Nuova Banca delle Marche è diventa Ubi Banca prima delle altre. Penso», prosegue Trivelli, «che sia comunque un passaggio per dare immediatamente l’idea a tutti che siamo in presenza di un istituto di credito nazionale, con una sua immagine ben precisa di solidità. Noi addetti ai lavori e operatori del territorio, siamo rimasti colpiti dalla velocità con la quale i lombardi proseguono in questo cammino». Per quanto riguarda il presente e il futuro della nuova banca, restano in piedi le preoccupazioni delle ultime settimane relative al taglio del personale e alla chiusura degli sportelli. «Questo periodo è quello della trattativa per la chiusura degli sportelli e per la ricollocazione personale. Siamo in attesa di essere chiamati entro la prossima settimana», annuncia Trivelli, «per affrontare il tema del taglio dei costi: entro il 2020 ci sarà un -32% di forza. Loro accelerano su tutti i fronti. Ma se il futuro sarà sempre più tecnologico, il personale resta comunque un punto di riferimento importante sul territorio».
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