Carletto, il microfono che dà la sveglia a Chieti

19 Giugno 2016

I personaggi della teatinità. Le scommesse di “Settebello” dj e speaker Con la sua verve ha raccontato il basket, e ora fa risorgere Palazzo Lepri

CHIETI. Carlo Charlie De Virgiliis, o anche Carletto Settebello, dal nome dell'azienda di famiglia impegnata nella ristorazione, personaggio della mia vetrina della teatinità, è davvero uno abituato a lanciare non il cuore, secondo un assai collaudato modo di dire, oltre ogni ostacolo, ma tutto se stesso, in modo totale per riuscire a tagliare il traguardo che si propone di raggiungere.

Intanto ha trasformato il suo amore per il basket, che ha anche praticato insieme a quella covata di giovani che hanno reso possibile il decollo di questo sport a Chieti fino a portarlo ai più alti livelli, in una professione: quella dello speaker sportivo. Ha cominciato nel 1975, nel mitico campo della Villa comunale. Dove c'era un microfono arrivava Carlo, a dare alle partite qualcosa di diverso e di più, nei suoi commenti.

Così ha raccontato tanti tornei giovanili, come l'Ubaldo Ubaldi, il palio cittadino che richiamava tantissima gente nello spazio offerto al basket all’interno della Villa Comunale. Fu tanto convincente nel ruolo che a soli 17 anni gli venne affidato anche il compito di fare da speaker nel torneo internazionale Città di Chieti, che vide esibirsi alla Villa Comunale squadre come la Stessa Rossa, il Real Madrid, l'Ignis di Varese, lo Zadar e formazioni allestite con ottimi atleti americani dalla Gilette. Chieti era, sul principio dell'estate, davvero la capitale italiana del basket.

Ma torno a Carletto De Virgiliis: la sua conoscenza della materia deriva anche dal fatto che ha calcato i campi di gioco, lui che certo non è un gigante. L'ho avuto, come mio atleta, nella squadra del Real Chieti che vinse il campionato di promozione di tanti anni fa. Di quella squadra era il play, tutto genio ma anche sregolatezza, estroso e geniale, ma anche impulsivo e difficile da imbrigliare nel gioco sistematico. Con lui però si vince il campionato. Dopo i tornei internazionali continuò ad essere lo speaker delle squadre cittadine in serie A2 per vivere poi a Roseto e Teramo gli anni bellissimi per lo sport abruzzese della serie A1.

A Chieti, dove aveva dato il contributo del suo entusiasmo al Cus Chieti femminile in serie A1 e ad altre società, è tornato quando la Proger è stata promossa in serie A2 Silver. Il traguardo più prestigioso in questa particolare attività l'ha raggiunto con pieno merito nel 2004 quando è stato scelto come speaker ufficiale della Nazionale Italiana.

Carlo è certamente molto legato al basket, dove anche la moglie Patrizia Ciammaichella, ha giocato, così come la sorella Patrizia, ma ha dato molto anche ad altri sport, organizzando eventi e tante iniziative promozionali.

E qui viene fuori la storia del campetto della Villa Comunale che più volte è letteralmente rinato, salvato anzi, è la parola più giusta, dal degrado per iniziativa di Carlo De Virgiliis. Infatti è intervenuto per ristrutturarlo e riaprirlo a tornei ed eventi.

Oggi siamo ancora in situazioni di assoluta precarietà, ma certo non è colpa di Carlo che le ha provate tutte e che ora è sul punto comprensibile di alzare bandiera bianca, almeno in questa situazione. Ha alzato tutt'altre bandiere, rispetto a quelle che indicano resa, invece per Palazzo Lepri. Un gioiello che fa parte della storia di Chieti da tempo abbandonato: lo ha riportato non solo in vita, ma lo ha reso, con la preziosa collaborazione della moglie Patrizia e della sua famiglia, un punto di riferimento per la città, aprendo le porte a manifestazioni culturali, a convegni, al recupero di antiche tradizioni, allo sport, insomma a tutto ciò che può risultare attraente per la città e i suoi cittadini.

Palazzo Lepri ha rivissuto anche magiche serate in costumi d'epoca e nel suo cortile c'è stato spazio persino per incontri di pugilato. Davvero di tutto e di più sotto la regia di Carlo. E di certo non è finita qui...