Carraro, sciopero per non sparire

La proprietà trasferisce la produzione, a rischio la proroga della solidarietà per cento lavoratori
ORTONA. La proprietà trasferisce la produzione altrove e la fabbrica di Poggiofiorito va in sofferenza. Accade alla Carraro Drive Tech, azienda di proprietà dell’omonimo gruppo multinazionale con sede a Padova che produce diversi prodotti fra i quali ingranaggeria di piccole dimensioni, scatole differenziali alberi e ingranaggi di grandi dimensioni per diverse applicazioni nel campo della oleodinamica, dell’eolico e delle applicazioni ferroviarie.
Una bella realtà nata nel 1996 che ha retto agli urti della crisi fino al 2009 e che ora, in caduta libera, fa tremare i polsi ai 100 dipendenti.
A fine anno potrebbe essere rimesso in discussione l' accordo di solidarietà (che da accordi stipulati ha durata di due anni e per ora è stata usata per un quarto) spingendo verso una cassa integrazione straordinaria.
Un pericolo contro il quale i lavoratori hanno deciso di incrociare le braccia questa mattina. «Ci chiediamo» intervengono Andrea De Lutis (Fiom-Cgil) e Primiano Biscotti (Fim-Cisl) «perchè produrre in altre aziende esterne al gruppo non avendo nemmeno la scusa della competitività con l'estero essendo esse per la maggior parte italiane e quindi di sicuro non meno costose? Com'è possibile che una famiglia come quella Carraro, storicamente attenta alle sorti dei propri dipendenti oggi inizi a comportarsi in questo modo dimenticando quali siano le responsabilità anche sociali di un imprenditore? La Carraro» aggiungono i due sindacalisti «è diventata orfana dei propri valori oppure si sarà affidata a professionisti con obiettivi diversi rispetto a quelli del passato?».
De Lutis e Biscotti si chiedono inoltre se «fare scelte e modificarle in corso d'opera a costi già avvenuti e aggravare la situazione già delicata del gruppo faccia parte di una moderna gestione industriale».
Sindacati, Rsu e lavorator invitano la famiglia Carraro e il gruppo a «cambiare atteggiamento e a confrontarsi nel merito». Poi annunciano che a Poggiofiorito «saranno messe in campo tutte le attività necessarie per salvaguardare l'azienda con i suoi 100 posti di lavoro». Questa mattina, tanto per iniziare, sono state proclamate 8 ore di sciopero con presidio dei lavoratori.
«Il secondo passo» aggiungono i sindacalisti «sarà quello di interessare le istituzioni di questa ennesima vertenza che vede nuovamente colpito il territorio che va da Ortona verso Orsogna passando per Poggiofiorito».
L'azienda è nata nel 1996 e ha avuto anni di repentina crescita. Come in quasi tutte le aziende nel 2008-2009 anche la Carraro inizia ad avvertire la crisi, ma grazie all’impegno delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori pur se ridimensionati si riuscì a superare quel periodo di difficoltà globale. Oggi nella fabbrica si vive una crisi diversa fatta di luci e ombre. Una crisi, sostengono De Lutis e Biscotti, «che a volte sembra essere stata generata o amplificata volutamente».

