Carri armati e botti Giù dalla montagna sulle slitte pazze

Festa e divertimento a Mammarosa con il trofeo Villa Pecora E gli sciatori di Roccamontepiano riscoprono gli sci d’epoca
PRETORO. «Meglio un giorno da Villa Pecora che cento da leoni». Un motto che racchiude lo spirito con il quale si è consumato, sulla neve della Maielletta, un fine settimana all’insegna dell’allegria e della voglia di stare insieme. Sabato, nei pressi dello chalet di Mammarosa, l’appuntamento con l’associazione Villa Pecora che ha proposto una davvero singolare iniziativa con venti gruppi a sfidarsi in una gara a tempo con mezzi a dir poco originali da loro costruiti. Tanto vino alla partenza per riscaldare i motori, ben curati i mezzi che sono scivolati tra lo sguardo divertito di tanti turisti contagiati da uno spirito goliardico che pian piano ha travolto tutti e tutto. Alla fine l’hanno spuntata Stefano e Angelo di Castelfrentano con “due uomini e una vasca” a pari merito con Nicola e Mirko di Roccamontepiano assieme al loro “bambolotto”.
Musica, tanta creatività, diversi partecipanti da fuori regione e il commento di Annalisa Di Loreto dell’associazione Villa Pecora: «Stravaganza e il desiderio di divertirsi insieme. È andata nel migliore dei modi e aspettiamo tutti il prossimo anno per una gara ancora più spettacolare».
Il tempo di festeggiare in baita e, domenica mattina, sul pistone di Passolanciano, di nuovo pronti per HoppeLaMajella, raduno di sciatori con abbigliamento e attrezzatura d’epoca organizzato dal club All Mountain di Roccamontepiano. «Per tanti un tuffo nel passato, per tutti una stimolante occasione di divertimento a margine di una giornata da trascorrere in montagna in maniera diversa», sottolinea il coordinatore Massimo Donatucci. Manifestazione aperta a tutti i possessori di sci d’epoca suddivisi in tre categorie: scarpone di cuoio e sci di legno, scarponi di cuoio e sci in metallo o fibra antecedenti il 1970, sci dritti antecedenti il 1990 con scarponi in plastica. Un dolce amarcord, soffitte saccheggiate per una felpa o un pantalone di fustagno ed il trofeo Camillo Pitetti, in memoria di un autentico pioniere della Maielletta, è andato al giovane Vittorio Colasante di Pretoro con attrezzatura e completo da sci anni Trenta. Nel pomeriggio ancora vino, qualche grappino e una spremuta di abruzzesità tutta da gustare con l’esibizione di un gruppo folkloristico accompagnato, manco a dirlo, dal classico ddu botte.
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