«Casa albergo, attività legale» La ditta Iris contro la chiusura

31 Dicembre 2014

VASTO. Non ci stanno i gestori di Casa Lucia e rispediscono al mittente le accuse che hanno portato il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, a firmare il 20 dicembre una ordinanza di chiusura della...

VASTO. Non ci stanno i gestori di Casa Lucia e rispediscono al mittente le accuse che hanno portato il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, a firmare il 20 dicembre una ordinanza di chiusura della struttura. Il legale della società Iris che gestisce la Casa albergo, l’avvocato Corrado Squadrone, spiega in una nota i motivi e fa alcune puntualizzazioni. «Quello che è accaduto offre l’opportunità di far conoscere ai cittadini e al territorio, l’Iris che è una realtà fondata, creata e diretta da Michela Moretta e Teresa D’Angelo. Non si tratta di un “ospizio” come erroneamente scritto», tiene a sottolineare il legale. «In realtà è una moderna e confortevole Casa albergo, che accoglie, al massimo, 10 utenti. L’attività svolta dalla Casa albergo è pienamente legale e regolarmente approvata, con parere favorevole Asl, ribadito anche in data 22.12.2014, dal Suap, lo Sportello unico di San Salvo, che l’ha autorizzato, fin dal mese di gennaio 2014», annota l’avvocato Squadrone.

Gli enti e le autorità di controllo avrebbero dovuto intervenire nei 60 giorni successivi alla apertura della struttura. «La Costituzione, agli artticoli 38 e 118, sancisce la libertà dell’assistenza privata e favorisce l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli ed associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla base del principio della sussidiarietà», ricorda Squadrone a giudizio del quale l’ordinanza del sindaco sarebbe del tutto contra-legem. «Notificata la vigilia di Natale, con tempismo che lascia adito a qualche sospetto, deriva alle titolari del Centro un enorme danno delle ragioni, disagio all’immagine e danni economici facilmente immaginabili. È stata chiesta, quindi, la revoca dell’ordinanza emessa, quanto meno la sospensione della stessa per giorni 45. Non vorremmo essere l’agnello sacrificale della colpevole mancanza a Vasto della programmazione nella realizzazione delle strutture per i diversamente giovani, tanto meno esiste una Carta dei servizi». (p.c.)

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