Casa anziani, inchiesta della Procura

Pizzoferrato, residenza chiusa: indagati sindaco, vice e due tecnici. Fagnilli: risolto il contratto con la ditta, sono tranquillo
PIZZOFERRATO. Atti sequestrati in Comune e avvisi di garanzia recapitati al sindaco Palmerino Fagnilli, al vice Adolfo Di Sciullo, al progettista e direttore dei lavori, l’architetto Vincenzo Bucci, al geometra comunale responsabile del procedimento Domenico Calabrese. La Procura di Lanciano apre un’inchiesta sulla vicenda della casa anziani, la residenza con 26 posti letto e servizi socio-sanitari realizzata in un edificio comunale dismesso, al centro del paese, e i cui lavori di riqualificazione sono costati circa 600.000 euro, metà dei quali finanziati con mutuo del Comune. Il procuratore capo Mirvana Di Serio e gli uomini della polizia giudiziaria vogliono vederci chiaro su lavori, progetto, concessioni, costi e risoluzione contrattuale fatta dal Comune alla ditta incaricata dei lavori e per questo si sono mossi dopo un esposto alcune settimane fa. I quattro indagati, tutti incensurati, si dicono tranquilli. «Sono tranquillo e sereno», dice Fagnilli, «dal 1999 sono amministratore e ho affrontato alcune vicende giudiziarie tutte chiuse positivamente per me, dopo indagini chiarificatrici della magistratura. Anche in questo caso mi auguro sia così e sono tranquillo». E il caso in questione riguarda la casa anziani, una struttura volta ad accogliere anziani del territorio per assistenza sia sociale, quindi con funzioni di centro diurno, che sanitarie. «Una casa vitale per l’entroterra», precisa il sindaco, «che va oltre il semplice ospizio perché prevede anche la possibilità di una accoglienza, magari giornaliera, per attività sociali e offre servizi di appoggio temporaneo, consentendo ricoveri di breve tempo. I lavori sono stati affidati dopo una gara che si è svolta secondo appalto in concessione, con procedura aperta a migliorie progettuali. Se l’è aggiudicata la Cosel srl di Castel di Sangro che doveva ultimare i lavori, consegnati l’8 settembre 2016, entro 90 giorni. Ma così non è stato». Il sindaco racconta che i tempi si sono allungati enormemente e ci sono stati gravissimi inadempimenti da parte della ditta che ha portato l’ente a voler rescindere il contratto. «La consegna della casa è slittata più volte», precisa Fagnilli, «ci sono state diffide del Comune a cui è stato anche negato l’accesso al cantiere due volte e mancano anche alcuni atti. Inadempimenti valutati anche da altri tecnici non solo comunali ma da professionisti esterni, che hanno portato alla risoluzione del contratto notificata pochi giorni fa alla ditta. Abbiamo agito secondo le norme, ma spetta alla Procura valutarlo. Abbiamo depositato delle memorie difensive e chiesto di essere ascoltati per chiarimenti che spero possano portare all’archiviazione del procedimento». Indagini, dunque, su procedimenti e atti amministrativi ma anche sull’utilizzo di fondi pubblici, legati alla casa anziani ancora chiusa in attesa delle verifiche della magistratura. (t.d.r.)
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