Casa canonica a pezzi, l’appello dei fedeli

Ortona. Infiltrazioni dal tetto e muffa sulle pareti, i parrocchiani di Caldari chiedono i lavori alla diocesi
ORTONA . Chiedono alla diocesi di provvedere alla sistemazione della casa parrocchiale di Caldari, dove il parroco don Agostino vive ormai da tempo in una situazione precaria. L’appello arriva dai membri della pro loco, venuti a conoscenza delle condizioni dei locali quando, per prendere accordi riguardo l’organizzazione delle feste patronali del mese di agosto 2019, sono entrati proprio nella casa parrocchiale e sono rimasti sconvolti alla vista di mura nere coperte di muffa con relativo forte odore che toglieva il respiro e della necessità di effettuare evidenti interventi sul tetto. «Alla nostra domanda se avesse reso noto alla curia lo stato dei luoghi in cui era costretto a vivere, don Agostino molto umilmente ci ha risposto di aver provveduto già da tempo», rivelano. «Ci siamo anche accorti che non poteva usufruire dell’acqua calda e del riscaldamento, a causa della caldaia rotta». A quel punto tutti i componenti della pro loco e quelli del comitato feste “Madonna di Fatima” di Caldari stazione, si sono spontaneamente autotassati e hanno provveduto a raccogliere i fondi necessari all’acquisto ed alla installazione di una nuova caldaia.
«A ottobre dello stesso anno, abbiamo chiesto ed ottenuto un incontro con monsignor Emidio Cipollone, durante il quale si è affrontato il problema e il vescovo ha manifestato la volontà di risolverlo al più presto, atteso che la manutenzione del tetto della casa canonica rientra nei lavori straordinari che competono al proprietario dell’immobile, cioè la diocesi, nonché l’imminente arrivo della stagione invernale. Noi parrocchiani, per quanto di competenza, ci siamo impegnati a provvedere all’effettuazione di tutti i lavori ordinari eventualmente necessari», raccontano. Ma nonostante le rassicurazioni, gli interventi non sono stati ancora effettuati. Così i parrocchiani hanno deciso di inviare in forma scritta una richiesta alla diocesi. «Siamo dispiaciuti di questa incresciosa situazione, tanto che una famiglia di Caldari si è fatta carico dell’installazione delle zanzariere alle finestre della casa parrocchiale per migliorare il ricambio di aria nell’edificio», commentano. «Oggi, purtroppo, le famiglie non hanno più le stesse possibilità economiche degli anni passati, per questo chiediamo alla curia di provvedere». E poi concludono: «Sappiamo che è stato fatto un sopralluogo tecnico da parte della diocesi. Pertanto, chiediamo di accelerare i tempi per provvedere il prima possibile ad effettuare tali lavori, prima che ritornino le piogge ed il freddo, perché riteniamo che nessuno può e deve vivere in quella condizione inumana». (a.s.)

