Casa confiscata in aiuto alle donne

4 Ottobre 2019

San Vito Chietino. Alla Marina un centro per accogliere le vittime delle violenze

SAN VITO CHIETINO. Realizzare una casa rifugio - la cosiddetta casa blu - per accogliere le donne vittime di violenza anche con figli minori in un appartamento confiscato alla criminalità: è il progetto che il Comune costiero vuole realizzare in un appartamento confiscato alla criminalità alla Marina di cui è in possesso dal 2017. Un progetto che l’ente ha presentato in Regione dopo aver formato un’Ats con l’associazione Dafne Onlus (Associazione a tutela della donna e del minore) e l’associazione di promozione sociale Donn.è per ottenere dei contributi e poter realizzare la casa blu, dove lo donne possano tornare a vedere il mondo a colori. Il costo, per un anno di attività è di 47.000 euro, 28.212 dovrebbero essere finanziati dalla Regione, 15.676 dal Comune e il resto dalle associazioni.
Un sogno che nasce da lontano quello di aiutare le donne; già più di un anno fa si era pensato alla realizzazione di un centro antiviolenza nell’appartamento, poi il 23 settembre scorso con una delibera il Comune ha formalizzato la destinazione d’uso della casa a rifugio, all’ospitalità di donne e di minori in modo continuativo diurno e notturno, consentendo alle donne che hanno subito violenza di mantenere il rapporto con i figli minori e lavorare sul loro ruolo genitoriale. Non saranno solo mura sicure in cui stare lontane dalla violenza, ma anche un centro in cui le donne potranno rinascere. Avranno un supporto anche psicologico e le associazioni attiveranno tutte le collaborazioni esistenti con le numerose realtà territoriali per offrire loro occasioni di cura del proprio benessere psico-fisico e sociale e di quello dei propri figli e anche il reinserimento nel mondo lavorativo.
La casa si inserirà in una rete presente nel frentano e in una Provincia dove, in particolare lungo la zona costiera, non è presente alcuna struttura di accoglienza in protezione specifica per donne che subiscono violenza. Ora si attende la risposta della Regione per finanziare il rifugio dove le donne possono tornare a colorare la propria vita, partendo dal blu di un approdo sicuro. (t.d.r.)
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