Casa dello studente chiude “Campus X” ricorre al Tar

Dopo la diffida del Comune a mettersi in regola, la società gestrice della struttura invia la lettera di dismissione dell’attività agli ospiti e annuncia azioni giudiziarie
CHIETI. La società Campus X dichiara guerra a Comune e Regione e si prepara a ricorrere al Tar contro la diffida comunale che le intima di mettersi in regola altrimenti non potrà più gestire lo studentato da 300 posti al Villaggio del Mediterraneo. È quanto la società che gestisce lo studentato privato ha annunciato nelle lettere che sta inviando in questi giorni a tutti gli studenti che alloggiavano nell’edificio di via Papa Giovanni Paolo II. «Con la presente la CampusX srl intende comunicare quanto segue», iniziano con queste parole le lettere inviate a pochi giorni della ripresa universitaria con un oggetto già di per sé esplicativo: «Comunicazione di ordinanza di cessazione attività alberghiera ed extralberghiera». Le lettere continuano mettendo a conoscenza gli studenti del fatto che «con comunicazione del 6 agosto 2015 il Comune di Chieti ha disposto la cessazione dell’esercizio di attività di locazione agli studenti all’interno dei nostri locali, per presunte difformità della complessiva struttura con le disposizioni regionali. Vi comunichiamo che vi verranno restituite le somme da voi versate a titolo di cauzione per il soggiorno prenotato. È doveroso altresì informarvi che sarà necessario sgomberare immediatamente o quantomeno in tempi oggettivamente ragionevoli i locali da voi occupati, per non incorrere in ulteriori sanzioni amministrative». Le lettere annunciano anche le azioni giudiziarie: «É chiaro che verrà valutata ogni più ampia ed opportuna iniziativa giudiziaria idonea a sconfessare e porre nel nulla il provvedimento adottato dal Comune di Chieti nei confronti della CampusX srl». Al Comune, però, non esiste alcuna «ordinanza di cessazione attività alberghiera ed extralberghiera», annunciata dalla società nell’oggetto della lettera. Esiste però una diffida emessa lo scorso 6 agosto dal dirigente dall’ottavo settore ad esercitare attività per cui non si hanno tutti i requisiti di legge. Chiediamo spiegazioni all’assessore all’urbanistica, Mario Colantonio, lo stesso che due giorni prima della diffida aveva convocato la Campus X al Comune per chiedere ai responsabili di mettersi in regola. E lo aveva fatto, dice l’assessore, «perché il Comune, a sua volta, era stato richiamato dalla Regione perché facesse rispettare le norme regionali verso le quali la società risultava inadempiente». E non da oggi, ma da anni. Almeno dal 2012, infatti, la Campus X, che ha nel pugliese Giovanni Pontrelli il legale rappresentante, sta gestendo lo studentato pur non avendone i titoli. Secondo le leggi regionali, infatti, per gestire una casa dello studente occorre essere una onlus e la Campus X non lo è. A ricordarlo al Comune è la stessa Regione con una nota del 30 ottobre scorso, in cui «si evidenziava», leggiamo dalla diffida del Comune, «come la società Campus X non potesse legittimamente, ai sensi della vigente normativa regionale, gestire uno studentato/casa per ferie essendo una società a responsabilità limitata e non un soggetto operante senza fini di lucro». Dalle carte si scopre che nel 2012 la Campus X aveva presentato una scia, ovvero una segnalazione di inizio attività, che però è stata archiviata. Sia nel 2012 che nel 2014, infatti, la società ha cercato un cambio di destinazione d’uso, sia come albergo che come casa per ferie, visto che non poteva continuare a gestire uno studentato. Passati diversi anni, e pressato dalla Regione, il Comune non ha più potuto prendere tempo e gli uffici si sono visti costretti ad arrivare alla diffida, così come prescrive la legge. «Anche alla riunione del 4 agosto», ha detto l’assessore Colantonio, «la società si è presentata con nulla di concreto in mano, riproponendo le stesse richieste del 2012, come se questi anni non fossero passati. Ma noi siamo gli stessi del 2012. Forse, ad elezioni finite, si aspettavano di trovare un altro sindaco…».
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