Casa di riposo, tre dipendenti indagati

21 Luglio 2014

Risparmi degli anziani spariti, c’è un sospetto: i soldi rubati e usati per pagarsi le vacanze?

CHIETI. Tre nomi iscritti nel registro degli indagati del procura, ma è solo l’inizio. L’inchiesta sui libretti postali svuotati e sui risparmi degli anziani degenti dell’ex Ipab spariti nel nulla arriva ad una svolta.

I tre sospettati sono dipendenti degli istituti riuniti San Giovanni Battista, nessuno di loro quindi rientra nella sfera dei consulenti esterni. Sembra che i tre avessero il compito di custodire piccole somme di denaro che i familiari degli oltre cento anziani di tanto in tanto inviano alla casa di riposo di piazza Garibaldi per soddisfare piccole e quotidiane necessità dei parenti ricoverati. Ma all’inchiesta penale si è affiancato anche un procedimento civile attivato dal commissario dell’Ipap, Ezio Tilli, che ha chiesto e pare anche ottenuto dal tribunale di Chieti la nomina di un cosiddetto “amministratore di sostegno” per una delle anziane vittime delle sparizione dei soldi. E questo passaggio potrebbe incidere sull’inchiesta penale perché crea i presupposti di una circonvenzione d’incapace se è vero che l’anziana in questione non ha la capacità di autogestirsi.

Sono due i meccanismi per far sparire i soldi. Il primo, denunciato dallo stesso Tilli il 31 marzo scorso con un esposto in procura, si riferisce allo “svuotamento” dei libretti postali eseguito da cinque donne ricoverate per un importo complessivo di 105 mila euro, partendo da un minimo di 13 mila euro fino a un massimo di 55 mila. Qualcuno le ha costrette a farlo? Ma c’è anche un secondo tipo di sparizione più diretto e riferito a piccole somme intercettate e intascate da dipendenti infedeli che potrebbero aver speso questi soldi, destinati alle ricoverate, per scopi personali, acquisti e persino viaggi. Ma siamo nel campo dei sospetti su cui indagano la pm Lucia Campo e la pg della procura.(l.c.)