Casa distrutta dal fuoco «Aiutateci a ricostruirla»

9 Giugno 2019

Appello della figlia dei proprietari: abbiamo perso tutto, adesso chiediamo aiuto Parte la colletta via internet: già raccolti i primi fondi, ecco come si può partecipare

CHIETI. «Ce la faremo da soli. Io e mia moglie ricostruiremo casa con le nostre forze». Sessant’anni, impiegato di una ditta di Chieti Scalo, il padrone dell’appartamento di via Manoppello andato a fuoco nel pomeriggio di giovedì scorso è abituato per indole a non chiedere aiuto. Ma la sua famiglia non la pensa così. Sua figlia Martina Casarin, insieme alla cugina Giulia Del Vecchio, ha lanciato un appello per aiutare la coppia di Chieti Scalo senza più un tetto.
«A causa di un cortocircuito il tetto e la mansarda della casa dei miei genitori sono andati a fuoco», scrive Martina su Facebook, «purtroppo non hanno la disponibilità economica per poter sgomberare e ristrutturare il tutto, e la casa è inagibile. Ad ora sono ospiti a casa dei miei nonni, mentre la famiglia che abitava al piano terra è ospite a casa dei vicini. Ovviamente nessuno in famiglia può offrire la somma necessaria per sopperire alle spese, per questo chiediamo aiuto: anche la più piccola offerta sarà utile». Sino a ieri le donazioni avevano già superato quota 600 euro. E non c’è da stupirsi, perché la coppia è conosciuta e stimata allo Scalo. Lei, casalinga, ha dedicato buona parte della sua vita agli altri. Ha creato un’associazione di protezione civile, con la quale si spende personalmente ogni qual volta ce ne sia bisogno, senza stare a guardare né a orari né a nulla. Quando c’è bisogno, si parte e basta.
«Continuo a svegliarmi la mattina e a pensare che sia stato solo un brutto sogno», dice Martina. «Mi fa male pensare ai miei genitori che hanno dovuto vedere andare in fumo i sacrifici di una vita. All’ultimo piano, nel sottotetto, da dove si è propagato l’incendio, c’erano i ricordi di famiglia, i regali della nonna morta da poco, la biancheria della “dote”, quelle cose che si tramandano di madre in figlia. La casa era stata costruita da mio padre e da mio nonno. Solo per sgomberare i materiali andati a fuoco c’è bisogno di molti soldi. E poi bisogna fare tutte le riparazioni, altrimenti non possiamo riottenere neanche i certificati di agibilità. Non abbiamo tutti questi soldi e mio padre a sessant’anni difficilmente potrà accollarsi un mutuo sulle spalle». L’intero edificio di via Manoppello, dove vivono sia i genitori di Martina che gli zii, è stato dichiarato inagibile. Il rogo è partito nel primo pomeriggio di giovedì intorno alle 14,30. Probabilmente è stato un cortocircuito a sprigionare le fiamme, forse dovuto a un problema elettrico della centralina dell’impianto fotovoltaico. L’incendio è scoppiato nel sottotetto. Le fiamme hanno distrutto completamente la mansarda e poi si sono propagate al resto dell’edificio. L’arrivo tempestivo dei vigili del fuoco ha evitato il peggio. Durante le operazioni di spegnimento, i pompieri si sono accorti anche della presenza di una bombola del gas. Per fortuna sono riusciti a portarla via prima che succedesse il peggio. Le operazioni di spegnimento sono finite alle 17,30.