Casa incendiata e minacce: tre indagati

Il rogo notturno poteva trasformarsi in una trappola mortale per una coppia di promotori finanziari che stava dormendo
CHIETI. Quell’inferno di fiamme e fumo, scatenato in casa nottetempo, ha rischiato di trasformarsi in una trappola mortale per moglie e marito che stavano dormendo. Ora c’è una svolta nell’inchiesta sull’attentato avvenuto a Chieti, il 9 luglio 2023, al civico 139 di via dei Frentani, ai danni di una coppia di promotori finanziari: sono tre gli indagati per i reati di incendio aggravato e minaccia. Si tratta di un teatino di 40 anni e di due pescaresi di 34 e 60 anni.
ALTRI SEI MESI DI INDAGINI
Sull’inquietante episodio – che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi per un 43enne originario di Roma e una 47enne nativa di Popoli – stanno facendo luce i poliziotti della squadra mobile di Chieti. Ma l’inchiesta è tuttora in corso: significa che, al momento, non si conoscono il movente e i ruoli avuti nella vicenda dalle persone finite nei guai, verosimilmente mandante ed esecutori materiali. In base alle accuse, il rogo sarebbe stato preceduto da intimidazioni andate avanti per due mesi, ovvero da maggio a giugno. Il pubblico ministero Giancarlo Ciani ha chiesto al giudice la proroga del termine di scadenza delle indagini preliminari per ulteriori sei mesi.
LA RICOSTRUZIONE
Sono da poco passate le tre di una notte d’estate quando l’attentatore percorre una rampa di diciotto scalini, versa del liquido infiammabile, quasi sicuramente benzina, e appicca il fuoco al portone d’ingresso di un’abitazione che si sviluppa su tre piani in un complesso in cui sono ospitate altre cinque famiglie. Una vampata illumina a giorno la facciata della palazzina, mentre le fiamme penetrano nella casa in cui vivono in affitto, da meno di tre anni, i due promotori finanziari.
IL DRAMMA
La coppia sta dormendo al secondo piano, quando viene svegliata dai vetri che vanno in frantumi per il calore. Ma guadagnare l’uscita significherebbe andare incontro al rogo, quindi la coppia decide di rifugiarsi in mansarda, in attesa dei soccorsi. Sono minuti drammatici. La casa è piena di fumo, mentre moglie e marito si sporgono dalla finestra per respirare. I vigili del fuoco del comando provinciale e gli agenti della squadra volante di Chieti si precipitano sul posto: con tempestività, riescono a portare in salvo la coppia e a evitare che l’incendio si propaghi alle abitazioni vicine. I due promotori finanziari sono sotto choc, ma non riportano alcuna conseguenza fisica, tant’è che non si rende necessario neppure il trasporto al pronto soccorso. «Poteva andare molto peggio», racconta, quando il sole è già alto, la donna che abita al piano sottostante a quello in cui si è sviluppato l’incendio, «l’acqua utilizzata per spegnere il fuoco è penetrata anche in casa mia. Le fiamme erano altissime, per fortuna i soccorsi sono arrivati subito, altrimenti chissà cosa sarebbe successo».
LE INDAGINI
Gli accertamenti della squadra mobile scattano immediatamente. Gli investigatori ascoltato la coppia finita nel mirino, raccolgono testimonianze e acquisiscono le immagini delle telecamere della zona. Il primo passo è l’iscrizione nel registro degli indagati dei due pescaresi, ai quali viene poi aggiunto anche il 40enne teatino. Ma, secondo il pubblico ministero, servono altri sei mesi d’inchiesta per fare ulteriore chiarezza. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Antonio Di Blasio e Antonello D’Aloisio. I due promotori finanziari sono rappresentati dal legale Rachele Barbati, mentre il proprietario dell’abitazione è assistito dall’avvocato Alessandro Mascitelli.
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