Casa popolare senza riscaldamento

13 Novembre 2017

Nell’alloggio Ater vivono in sei, tra cui una neonata. L’appello del papà: «Aiutate la mia famiglia»

CHIETI. Quattro figli, una appena nata, e una casa popolare senza riscaldamento. È il dramma che sta vivendo Semsedin Gasi, trentenne macedone cresciuto in Italia, nell’appartamento Ater di via Madonna della Misericordia 23, in zona Madonna degli Angeli. L’operaio edile senza un lavoro stabile vi risiede dal 2012. In quattro stanze (camera da letto, sala, cucina e bagno) vivono in sei. Non senza difficoltà. Ma quello che più pesa è la mancanza di riscaldamento. «La stufa elettrica consuma troppo», spiega il giovane padre, «e quella a gas ha suscitato le proteste degli altri inquilini perché la puzza di gas si sente per tutto il palazzo. Le finestre non chiudono bene, entra aria fredda e anche il portone d’ingresso è tutto rovinato». Ma adesso la preoccupazione più grande è per l’ultima nata, che è venuta al mondo il 19 ottobre scorso. E così le richieste all’Ater di allacciare un impianto di riscaldamento che funzioni si sono fatte ora più pressanti. L’azienda territoriale che gestisce le case popolari è stata commissariata a seguito di una serie di scandali e problemi di bilancio finiti anche all’attenzione della magistratura. Il commissario Antonella Gabini sta facendo salti mortali per rimettere in sesto l’azienda ma le problematiche restano molteplici.
«Capiamo le difficoltà dell’Ater», continua l’operaio, «ma l’appartamento senza riscaldamento è davvero invivibile. Ha anche molti altri problemi, come il boyler rotto o le prese elettriche fuori dai muri con i fili a vista. Ed è pure troppo piccolo per tutti noi. Ma quello che chiedo è soltanto un impianto di riscaldamento e il portone d’ingresso da rimettere in sesto». (a.i.)