Casapound in piazza: Di Primio si dimetta

4 Maggio 2018

Il movimento di estrema destra manifesta in centro: «Chieti non si svende, via i nemici della città»

CHIETI. «È arrivato il momento, dopo mesi e mesi di denunce e segnalazioni, di attaccare frontalmente i reali responsabili del disastro politico e sociale che Chieti sta affrontando e che peggiora giorno dopo giorno». Casapound spara ad alzo zero contro il sindaco Umberto Di Primio e ne invoca le dimissioni. Per il prossimo 12 maggio è in programma una manifestazione «per protestare contro la totale inadeguatezza dell’amministrazione comunale nella gestione della città e chiedere le dimissioni del sindaco», dice Francesco Lapenna, responsabile del movimento di estrema destra a Chieti. I militanti di Casapound si incontreranno sotto il palazzo della Provincia al grido di «Chieti non si svende»: è la risposta di Casapound dopo i tagli al sociale e all’ipotesi di vendere la farmacia comunale di Filippone per fare cassa.
Ormai in aperto contrasto con l’amministrazione Di Primio, Casapound va in piazza: «I componenti dell’amministrazione Di Primio, in testa il sindaco, sono totalmente inadeguati a decidere del futuro della città e, soprattutto, senza un briciolo di coraggio politico», afferma Lapenna che fa l’elenco dei nodi irrisolti della città: «Dalla disastrosa situazione economica col prossimo arrivo degli ispettori della Corte dei conti, alla crisi di Chieti Solidale, dal disastro di Teateservizi, dal Masterplan al depotenziamento dell’ospedale, dal degrado urbano ai cantieri in abbandono, dalla crisi del commercio ai problemi strutturali di edifici e scuole, dalla bonifica mai effettuata della discarica di Colle Sant’Antonio fino all’immobilità totale di un’amministrazione indegna, Chieti continua a soffrire», dice Lapenna, «in attesa di una ferita mortale che non abbiamo intenzione di aspettare inermi come pare vogliano fare i politici teatini. Chieti ha bisogno di combattenti, ha bisogno di professionisti e di persone competenti che possano ridare lustro e centratura ad una città allo sbando. Chieti ha bisogno di Casapound, e noi non intendiamo sottrarci alla responsabilità di cui già centinaia di cittadini ci hanno incaricato daremo battaglia fino all’ultimo respiro a tutti i nemici esterni ed interni, senza alleanze, senza fare sconti a nessuno».