Case a secco, il prefetto: «Ora serve un’inchiesta»

3 Agosto 2021

Forgione raccoglie le proteste dei sindaci: «Emergenza continua da un anno,  c’è qualcosa che non va». L’associazione Miral denuncia: «Disagi a Marcianese»

LANCIANO. La costa brucia e resta anche senza acqua. Era accaduto in città, alcuni giorni fa, con l’incendio tra Villa Andreoli e Colle Pizzuto, l’afa e i rubinetti a secco. È accaduto domenica e pure ieri con gli incendi in corso e cittadini senza acqua a Ortona e Rocca San Giovanni. Razionamenti continui e da mesi da parte della Sasi e rotture di reti colabrodo non ancora sistemate mettono in ginocchio tanti comuni anche dell’entroterra, come Altino, Archi, Casoli. Non ci sono territori che possono contare sempre sulla presenza dell’acqua e questo fa storcere il naso a molti. Anche al prefetto di Chieti, Armando Forgione, che ieri nella sua visita sulla costa devastata dal fuoco ha detto che «c’è qualcosa che non va nel sistema idrico della Provincia» su cui bisogna indagare. «È da un anno che vivo questa emergenza idrica», ha detto Forgione, «l’anno scorso ho convocato tutti gli attori che mi avevano detto “sì, sistemiamo”. Invece si è riproposto il problema idrico peggio dell’anno precedente e quindi ritengo, dopo 35 anni di polizia, di intravedere, e spero di sbagliarmi, qualcosa che non va. E forse su questo qualcosa è bene che la procura indaghi visto che questa provincia è ricca di acque». Ricchezza che per la Sasi non c’è, visto che le sorgenti sono quasi a secco e quindi servono razionamenti. Ma l’elenco dei Comuni in cui ci sono le chiusure si allunga ogni giorno. Ieri c’erano zone di Altino, Archi, Perano, Atessa, Fossacesia, Rocca San Giovanni, San Vito e poi le contrade ormai in ginocchio di Lanciano Villa Andreoli, Iconicella, Re di coppe, Colle Pizzuto, Villa Elce, Sant’Onofrio, Selva rotonda, Villa Pasquini, Rizzacorno, Carrieri, e Marcianese, dove i residenti non ne possono più.
«Basta», sbotta Miriam Casturà, dell’associazione Miral. «A Marcianese i residenti ogni giorno sono costretti a riempire taniche da una fontanella per poi travasare l’acqua nei serbatoi delle autoclavi. Ad oggi sono ben 38 giorni che la Sasi quando, e se, risponde ai cittadini si limita a dire che la sospensione idrica è causata da un guasto alle tubature. Probabilmente il disagio della mancanza di acqua in piena estate, di molte contrade, per la politica locale non è un problema di cui occuparsi? È invece un problema che molte famiglie nelle giornate in cui il caldo sfiora i 40 gradi, non hanno l’acqua».
Nell’entroterra poi i razionamenti servono anche per dare più acqua alla costa, piena di turisti. «Ad Altino è soprattutto la Selva a restare a secco», dice il sindaco Vincenzo Muratelli, «ma devo dire che rispetto allo scorso anno ci sono meno chiusure, grazie alle rotazioni». Anche a Casoli l'acqua va via a rotazione: «Abbiamo avuto molte rotture su Ascigno», spiega il sindaco Massimo Tiberini, «e la sera l’acqua viene chiusa a Guarenna, Piano La Fara, Laroma solo quando è necessario».