Case, arriva la polizia per la nuova graduatoria

Scopre di essere sparita dall’elenco, donna di Chieti si scaglia contro gli impiegati Aggressione negli uffici comunali. El Zhobi: ma anche questa selezione è errata
CHIETI. Non trova il suo nome e si scaglia contro i dipendenti. Scene di ordinaria follia all'Ufficio politiche della casa in viale Amendola dove, ieri mattina, una donna di Chieti, in gravi condizioni abitative e finanziarie, trovandosi fuori dalla nuova graduatoria provvisoria pubblicata dall'amministrazione tre giorni fa, ha dato in escandescenza costringendo gli addetti a chiamare le forze dell'ordine. Lei c’era nelle precedenti graduatorie. Ora non c’è più. Altro materiale buono per la procura che indaga a tutto campo sugli alloggi a Chieti. «Pur deplorando e stigmatizzando l'atto di violenza nei confronti di dipendenti comunali che svolgono il loro lavoro e che non è mai giustificabile, debbo constatare che dopo sei mesi di lavoro, il 29 settembre scorso, il dirigente dell’Ufficio casa ha approvato la nuova graduatoria per l'assegnazione provvisoria degli alloggi Erp e per situazioni di emergenza abitativa, che però risulta ancora una volta errata», commenta a caldo di Bassam El Zhobi, ex assessore alle politiche della casa. Dopo di lui c’era quell’Ivo D’Agostino, arrestato per lo scandalo degli alloggi in cambio di sesso, e quindi sostituito dall’avvocato Dario Marrocco che si ritrova sulla graticola. Anche la nuova graduatoria, dopo che la precedente è stata annullata dal dirigente, finirà sotto la lente d’ingradimento della VII commissione di garanzia, presieduta dall’avvocato Gabriele Salvatore, che ha già fornito molte notizie di reato alla pm, Lucia Anna Campo.
«Ricordo nuovamente a tutti», continua Bassam, «che i motivi per non essere ammessi alla graduatoria sono: avere un reddito alto; non essere residenti a Chieti da due anni; avere una casa di proprietà; avere occupato abusivamente un alloggio popolare. Null'altro. Ma anche questa volta l'amministrazione ci ricasca e pubblica una graduatoria, meglio istruita della prima, ma nuovamente lesiva dei diritti di tante famiglie aventi diritto che però si trovano tra i "non ammessi"».
L’ex assessore entra nel merito: «Da una prima analisi appare di tutta evidenza che sono state ammesse solo le famiglie con sfratto in atto (lo sfratto non è una condizione obbligatoria per essere ammessi) mentre è chiaro che sono state escluse 49 famiglie su 69 solo perché non sono state ben comprese le linee guida scritte dall'attuale amministrazione. Infatti sono ancora una volta fuori famiglie con difficoltà economiche gravi anche senza sfratto in essere, famiglie di anziani infermi o quelle con all'interno conflittualità gravi accertate dalle forze dell'ordine. Ci sono famiglie che stanno per perdere la casa perché già pignorata dalla banca e che hanno il diritto di essere ammesse alla graduatoria ma si trovano inspiegabilmente fuori. Tutti questi casi rientrano in quelli che l'amministrazione ha definito "disagio abitativo", ma nessuno ne ha tenuto conto. I casi di sfratto per morosità sono i più facili da procurare ma è necessario accertare se alla base c’è la furbata di chi se lo procura non pagando l'affitto».
Bassam dimostra di conoscere bene anche particolari interessanti quando afferma che: «Gli esami delle pratiche con le relative dichiarazioni dei richiedenti non sono stati controllati dall'Ufficio che si è limitato, invece, a stilare una graduatoria in base alle crocette poste sul modello di domanda da parte degli interessati».
Arriviamo all’invito finale dal vago sapore ironico: «Pertanto, caro dirigente, evitiamo di riperdere altro tempo prezioso come già avvenuto in precedenza per la prima graduatoria, e prima ancora che l'assessore convochi qualche conferenza stampa per negare le evidenze, le chiedo di ritirare da subito in autotutela questa graduatoria perché ancora una volta è gravemente lesiva dei diritti di gran parte delle famiglie non ammesse. Ad ogni buon conto, dopo un mese dalla mia ultima segnalazione, per l'ennesima volta cari sindaco, assessore e segretario generale vi ricordo che a tutt'oggi il quadro dell'Ufficio politiche per la casa è disastroso». Seguono le cose non fatte. E l’elenco è davvero lungo.(l.c.)

